Minacciano di pubblicare online le tue foto private? È successo anche a Jeff Bezos – ecco cosa ha fatto

Il fenomeno del ricatto delle foto private è una piaga pericolosa del web che, anche pagando e piegandosi al ricatto, non arriva mai ad una fine. Ecco quali sono i soli modi per interromperlo

Quello degli scatti compromettenti sottratti al proprietario per pubblicarli, a meno che non venga pagata un’ingente somma di denaro, online, è un fenomeno da sottovalutare che rischia di interessare semplici cittadini ma anche noti vip ed influencer. Una vera e propria piaga del web che può diventare molto pericolosa, spingendo le vittime a piegarsi al ricatto versando soldi in quantità nella speranza che le immagini privatissime non vengano pubblicate. Ma che purtroppo non si interrompe mai, trasformandosi in un incubo che può avere conseguenze molto pericolose.

La decisione di Bezos
Come fermare il ricatto di foto e video privati rubati (Fonte Facebook)

Chi ha vissuto suo malgrado questa esperienza arrivando a versare denaro, ha raccontato che il ricatto non si è fermato, e che le richieste di soldi si sono fatte via via sempre più insistenti (e la quantità di denaro è aumentata progressivamente) continuando a minacciare la vittima di diffondere le istantanee intime. Un incubo senza apparente via di uscita, o forse no?

Come fermare il ricatto di foto e video privati rubati

Ebbene ci sono due metodi per fare in modo che questo fenomeno si fermi e che non si venga più ricattati per le proprie foto ma anche per eventuali video che sarebbero dovuti rimanere privati. Pensate che anche un personaggio del calibro di Jeff Bezos, fondatore di Amazon nonchè uno degli uomini più ricchi al mondo, è stato vittima di un ricatto legato a foto private ma di proporzioni decisamente maggiori, dal momento che gli scatti sarebbero potuti finire sulle prime pagine di un importante tabloid ed in quel caso avrebbero in breve tempo fatto il giro del mondo.

Sapete come è riuscito ad evitare che ciò accadesse? Sfruttando proprio uno dei due metodi in questione che prevedono, da una parte di ignorare colui che ricatta e dall’altra di ‘disarmarlo’ agendo prima di lui. Nel caso di Bezos la vicenda risale al 2019 quando il Natonal Enquirer, un giornale scandalistico americano, entrò in possesso di una serie di scatti compromettenti che il patron di Amazon inviò ad una giornalista con la quale aveva una relazione. E che il tabloid era intenzionato a pubblicare, a meno che Bezos non pubblicasse una smentita in merito ad un’affermazione riguardante una società che controlla tale giornale.

Il fondatore di Amazon ha evitato imbarazzi
Come si è comportato Jeff Bezos (Fonte Twitter)

Come si è comportato Jeff Bezos

Ebbene Jeff Bezos non si è piegato ad alcun ricatto ma attraverso il suo blog ha deciso di raccontare l’intera situazione spingendosi oltre l’immaginabile e arrivando anche a descrivere nel dettaglio tutte le foto ‘intime’ che il giornale avrebbe voluto pubblicare, con tutti i particolari del caso.

A quel punto ha spiegato che dietro la pubblicazione di quelle istantanee c’era un ricatto, sottolineando: “Piuttosto che arrendermi all’estorsione, ho deciso di pubblicare esattamente ciò che mi hanno mandato, nonostante il costo personale e l’imbarazzo. Di certo non voglio che foto personali siano pubblicate, ma non parteciperò alla ben nota pratica di ricatto, favori politici, attacchi politici e corruzione. Preferisco alzarmi in piedi, ribaltare questo ceppo e vedere che cosa striscia fuori”.

Così facendo ha ribaltato in suo favore la situazione, togliendo al tabloid l’esclusiva ed evitando imbarazzi: in pratica svelando tutto in prima persona ha tolto la curiosità del pubblico in merito agli scatti in questione. E i vertici del tabloid non hanno potuto fare altro che arrampicarsi sugli specchi con varie motivazioni. Occorre prendere esempio dalla storia di Bezos per mettere fuori gioco il ricattatore. O ignorarlo, specialmente se minaccia di postare le foto su Facebook dove i filtri automatici impediscono che ciò possa avvenire. Oppure ‘disarmarlo’ agendo prima di lui.