In prigione per un selfie: il motivo della drastica decisione del giudice – VIDEO

“Si sono comportati in modo sconsiderato”. Con queste parole un giudice ha condannato tre uomini al carcere e tutto per un selfie. Ecco quali sono i motivi della decisione

Ritrovarsi dietro le sbarre ‘solo’ per aver scattato un selfie. Ci penseranno sicuramente due volte prima di rifarlo, i tre uomini condannati a scontare un periodo di carcere sommato ad una maxi multa, per un episodio risalente al mese di agosto del 2018 e per il quale negli ultimi giorni è arrivata la drastica decisione del giudice.

Erano in una zona vietata
La bravata costa carissima a tre turisti: maxi multa e carcere (Fonte Youtube)

Ma facciamo un passo indietro: tutto è accaduto nel Katmai National Park in Alaska e la vicenda è stata recentemente raccontata dal portale Explorerweb in seguito alla sentenza del giudice federale. Tre turisti si sono ritrovati a tu per tu con un gruppo di orsi, ma anzichè rimanere a debita distanza hanno pensato bene di avvicinarsi il più possibile agli animali per poi estrarre i loro telefoni cellulari ed iniziare a scattare fotografie. Ma non solo perchè uno dei tre uomini è addirittura entrato nel fiume, nel quale gli orsi si trovavano intenti a cacciare salmoni da mangiare, arrivando decisamente ben oltre la distanza minima di sicurezza.

La bravata costa carissima a tre turisti: maxi multa e carcere

L’intero sconsiderato comportamento è stato ripreso da una telecamera e questo ha consentito di dare il via alle indagini: i ranger hanno scoperto che i tre avevano di proposito lasciato una apposita piattaforma panoramica, predisposta per osservare gli animali, per addentrarsi in un’area vietata ai visitatori, violando di fatto tutti i regolamento del parco solo per poter scattare delle foto ad un gruppo di orsi bruni.

Il giudice federale ha definito questo un comportamento inaccettabile, e ha preso la decisione di condannare ognuno di loro a 3000 euro di multa, ad una decine di giorni di carcere e ad un anno di libertà vigilata. L’uomo che è entrato nelle acque del fiume Brooks mettendo a repentaglio la sua stessa vita ma anche la sicurezza degli orsi è colui che ha ricevuto la sanzione più salata.

Le ragioni della dura decisione del giudice

C’è una precisa ragione che ha portato il giudice ad optare per una condanna decisamente esemplare, ovvero quella di scoraggiare altri turisti e visitatori dall’adottare simili comportamenti che mettono a serio rischio gli animali del Katmai National Park, luogo che deve essere tutelato ogni singolo giorno.

Qualora infatti un orso dovesse ferire una persona, le conseguenze negative dal punto di vista economico e reputazionale rischierebbero di essere enormi; ci si potrebbe addirittura trovare nelle condizioni di dover abbattere l’animale per evitare il rischio di ulteriori attacchi, andando a creare un disequilibrio nella fauna locale. In quella che è un’area protetta di quattro milioni di acri al cui interno troviamo una delle più alte concentrazioni al mondo di orsi bruni e di salmoni.

Gli orsi cacciavano salmoni
Le ragioni della dura decisione del giudice (Fonte Youtube)

“Una stupidaggine da ubriachi in barba ai presenti”

Detto questo il giudice federale ha definito il comportamento dei tre uomini “una stupidaggine da ubriachi in barba a chi era presente”, sottolineando che altri visitatori del parco hanno assistito alla scena, elemento questo del quale ha tenuto conto nell’emettere la sentenza, spiegando che quello che hanno fatto ha avuto un impatto sull’esperienza delle altre persone presenti.

“Il comportamento di questi tre individui non solo ha messo in pericolo gli altri visitatori e le guardie del parco delle Brooks Falls, ma potenzialmente anche la vita degli orsi” ha dichiarato in merito il Procuratore distrettuale. Il sovrintendente del Katmai National Park and Preserve ha aggiunto: “Questi individui si sono comportati in modo sconsiderato e si sono messi in grande pericolo. Gli orsi bruni sono feroci predatori territoriali, soprattutto mentre sono concentrati a nutrirsi di salmoni in migrazione. Le cose sarebbero potute finire facilmente molto male”. In tutto questo c’è un lieto fine: un’organizzazione no-profit che amministra i fondi del parco, la Katmai Conservancy, riceverà l’intero ammontare della maxi multa da 9.000 dollari.