31 persone morte per avere un po’ di cibo: un evento benefico si trasforma in tragedia

La fame continua a mietere vittime in Nigeria. Almeno 31 persone sono morte a seguito di una ressa fuori da una chiesa che stava distribuendo cibo per i più indigenti.

E’ la guerra dei poveri, la più silente, sfiancante e disabilitante. La fame sembra non lasciare segni tangibili, piano piano, però, ti divora da dentro, ti consuma e ti leva tutte le energie, finché, rassegnato accetti il tuo destino e quello di un mondo alla deriva che non riesce a garantire a tutti un diritto sacrosanto, mangiare, proprio come è successo in Nigeria, dove la fame continua a mietere vittime pur di sopravvivere.

31 morti in nigeria

Non si ha la forza di andare avanti, docili si affronta la propria esistenza, eppure, quando si palesa la possibilità di poter toccare, odorare, sentire e masticare anche un tozzo di pane, quella poca forza in corpo si fa strada, perché ha bisogno di alimentarsi, anche di disperazione. Così, almeno 31 persone sono morte a seguito di una ressa fuori da una chiesa che stava distribuendo cibo per i più indigenti. Ma facciamo un passo indietro.

A Port Harcourt, nel sud del Paese, la chiesa pentecostale “King’s Assembly“, per il suo quarto anno consecutivo, aveva organizzato un evento benefico annuale per distribuire gratuitamente alimenti e beni di prima necessità. Tuttavia, l’iniziativa religiosa si è trasformata ben presto in una tragedia. Una veglia notturna, infatti, aveva preceduto la distribuzione di cibo, ma l’attesa ha reso solo la folla impaziente e numerosa.

Si sono presentati in migliaia, già affamati e stremati dalla nottata, e all’apertura dei cancelli decine di persone sono state calpestate dalla folla. Oltre ai 31 morti comunicati dalle autorità locali, pare che al momento ci siano anche 7 feriti. Secondo le testimonianze, inoltre, sono stati soprattutto i bambini, piccoli ed indifesi, ad avere la peggio.

La fame della Nigeria

Al momento la polizia sta indagando per capire come siano andate le cose. Come riportato dall’Ansa, la portavoce della polizia locale, Grace Iringe-Koko, ha spiegato che: “Alcune persone si sono presentate in anticipo, alcuni si sono spazientiti e hanno iniziato a spingere, il che ha portato alla ressa”.

Ressa

In molti, infatti, aspettano eventi benefici come questi per poter mangiare e portare del cibo anche alle proprie famiglie. Tuttavia, le dinamiche dell’incidente restano confuse. Sempre l’Ansa racconta che la Chiesa avrebbe iniziato la distribuzione dei beni alle nove del mattino, alcuni però già alle 6.30 erano dietro i cancelli. Secondo un’altra ricostruzione, invece, alle 8:00 alcuni soci del club – si tratta di un’organizzazione religiosa ben strutturata e con 32.000 seguaci su Facebook – avrebbero aperto un piccolo cancello, scatenando la ressa generale per ottenere i posti migliori.

Ma non solo. Altri affermano che sarebbero stati proprio gli organizzatori ad aprire il cancello prima del tempo. Tuttavia, qualsiasi sia la dinamica, si tratta di un paese che in vive in condizioni drammatiche. In Nigeria, infatti, malgrado sia il paese con l’economia più grande in assoluto rispetto agli altri stati africani, un abitante su due vive in condizioni di povertà estrema. In un rapporto delle Nazioni Unite si legge come, più della metà della popolazione viva sotto la soglia di estrema povertà.