Afghanistan, giornaliste costrette a condurre col volto coperto – il bel gesto di solidarietà dei colleghi

Dopo il divieto per le donne imposto dai talebani di condurre il tg a volto scoperto, i giornalisti afghani, per solidarietà alle colleghe, hanno deciso di coprire il volto con una mascherina. Se loro non possono lavorare mostrando il loro volto, nessuno lo farà.

Chi si stupisce della situazione attuale, o si è perso gli ultimi 40 anni di storia americana e talebana, oppure ha creduto davvero che, una volta caduta Kabul, i talebano davvero avessero intenzione di instaurare un regime moderato. Ma non è stato così. Non solo non sono stati rispettate tutte le promesse fatte in mondovisione dal nuovo governo talebano, ma le cose continuano a peggiorare.

Giornalisti afghani
Fonte: Twitter

Tuttavia, la guerra in Ucraina ha – giustamente in parte – cambiato il nostro focus d’attenzione. Ed ecco che, tranne qualche notizia eclatante che fa eco in tutto Occidente, poco e nulla si sa delle vita delle donne afghane. Si sa solo, ma come era prevedibile, che il loro futuro è a rischio ed il corpo è oggetto di minuziosa analisi maschile.

Ora, non che la condizione della donna sia, anche nei paesi più sviluppati, così rosea – basti pensare all’asfissiante questione dell’aborto negli Stati Uniti o alla crisi imprenditoriale di Elisabetta Franchi – ma almeno, in Italia come in Germania, ci è ancora permesso andare in giro e lavorare a volto scoperto. Cosa che non è più possibile da qualche giorno per le giornaliste afghane. Ma facciamo un passo indietro.

L’ingiuria del volto

Domenica scorsa le presentatrici tv hanno presentato il tg col volto coperto. Questo è l’ultimo degli obblighi imposto alle donne afghane dal regime dei talebani, che aveva già ordinato a tutte le donne di usare il velo islamico in pubblico. Questa imposizione, emanata dal ministero della Promozione della virtù e prevenzione del vizio, costringeva le donne a coprire il proprio corpo dalla testa ai piedi tramite il burqa, un capo caldamente consigliato ma non imposto.

Donna afghana col volto coperto
Fonte: Twitter

Tuttavia, nella maggior parte dei programmi televisivi, le donne si erano rifiutate, presentando sì col velo, ma col volto ben visibile. Così, il governo talebano è intervenuto minacciando di licenziare tutte le presentatrici – ed anche i loro mariti – se si fossero opposte al divieto. Per non perdere il lavoro, tutte le giornaliste si sono adeguate alla volontà dei talebani, perdendo un’altra libertà.

Già alle donne afghane nei mesi scorsi, infatti, era stato vietato di viaggiare da sole per lunghe distanze, oltre i 70 km, se non accompagnate dal marito o da un parente maschio. Ma non solo. All’inizio di aprile, molte giovani ragazze e donne, erano scese in piazza a Kabul per protestare contro la scelta del regime talebano di non riaprire le scuole femminili secondarie. E sempre a maggio, i talebani hanno messo al bando tutti quei programmi, film e soap opera in cui compare anche una sola donna volto scoperto.

Tuttavia, se la comunità internazionale non è in grado di garantire all’Afghanistan – dopo vent’anni – un governo sano e democratico, la lotta diventa intestina. Dopo il divieto per le donne imposto dai talebani di condurre il tg a volto scoperto, i giornalisti afghani, per solidarietà alle colleghe, hanno deciso di coprire il volto con una mascherina chirurgica. Se loro non possono lavorare mostrando il loro volto, insomma, nessuno lo farà.

TOLO News, come riporta ‘Il Post, è uno dei canali televisivi afghani più liberali nel Paese. Ecco perché i giornalisti hanno protestano pubblicamente sostenendo le loro colleghe, costrette a compiere il loro lavoro nascoste. Eppure, il portavoce del ministero talebano, Mohammad Sadeq Akif Mohajiir, si dice indifferente alla protesta maschile. L’importante è aver coperto le donne.