Gas, buone notizie per l’Italia: l’accordo che può cambiare tutto

Venerdì scorso è stato sottoscritto un memorandum d’intesa relativo all’import di gas dell’Italia dall’Algeria. Cosa prevede e perchè è una buona notizia per il nostro Paese

Che l’Italia debba cercare di eliminare la sua dipendenza dalla Russia per l’acquisto di gas e a causa della guerra in Ucraina è ormai cosa nota. Anche qualora si dovesse raggiungere un accordo di pace, e al momento questa strada non pare possibile, continuare ad importare gas da Mosca creerebbe enormi imbarazzi internazionali.

Le novità
L’accordo per l’approvvigionamento di gas dell’Italia (Fonte Pixabay)

Per tale ragione, anche se il percorso per svincolarsi definitivamente dal Paese guidato da Putin è ancora molto lungo, il governo Draghi sta lavorando alacremente allo scopo di costruire nuovi rapporti commerciali ed economici con altri stati, oltre ai progetti per la realizzazione, in Italia, di nuovi degassificatori, cercando insieme all’Unione Europea di spingere per la totale esclusione della Russia anche da questo ambito.

L’accordo per l’approvvigionamento di gas dell’Italia

È in tale contesto che l’ultimo accordo siglato dal Belpaese rappresenta un’ottima notizia. Un memorandum d’intesa, firmato nelle scorse ore dal Presidente di Sonatrach, Toufik Hakkar, e dall’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi che, come specificato in una nota, punta all’accelerazione dello sviluppo di nuovi campi a gas e alla decarbonizzazione attraverso idrogeno verde.

Il tutto in Algeria, il Paese con il quale l’Italia ha sottoscritto l’accordo, che consentirà ai due gruppi che lo hanno siglato, di valutare il potenziale a gas, oltre che le opportunità di sviluppo accelerato di alcuni giacimenti che Sonatrach ha già scoperto e sui quali si potrà ora puntare.

Cosa prevede l’accordo siglato

Il gasdotto che collega Algeria e Italia si chiama Transmed: dato che le aree oggetto dell’intesa potrebbero portare a volumi di produzione di gas stimati in circa 3 miliardi di metri cubi ogni anno, di fatto grazie all’accordo si contribuirà ad incrementare le capacità di export di questa materia prima tra un paese nel quale Eni opera dal 1981 ed è la più grande compagnia energetica internazionale qui presente ed Italia.

Accordi come questo fanno ben comprendere quanto l’intera situazione riguardante l’approvvigionamento di gas sia in continua evoluzione e come tutto, nell’arco dei prossimi due anni, muterà drasticamente. Ma non è tutto perchè il documento sul quale è stata apposta la duplice firma prevede anche un’attenta valutazione tecnica, nonchè economica, di un progetto pilota di idrogeno verde a Bir Rebaa North (BRN), ovvero nel deserto dell’Algeria. Si vuole in tal modo puntare alla decarbonizzazione dell’impianto a gas BRN operato dalla JV Sonatrach-Eni GSE.

Sempre più distanti dalla Russia
Accordo sottoscritto a Roma tra Draghi e il presidente Algerino (Fonte Twitter)

Accordo sottoscritto a Roma tra Draghi e il presidente Algerino

La sottoscrizione del memorandum d’intesa è avvenuta nelle ultime ore a Palazzo Chigi. Erano presenti il presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi e Abdelmadjid Tebboune, Presidente della Repubblica Democratica Popolare di Algeria in visita di Stato a Roma.

Eni ha spiegato in una nota ufficiale le ragioni dell’accordo e cosa comporterà nel breve e medio periodo: “Rappresenta – si legge – un ulteriore tassello nel rafforzamento della cooperazione energetica tra Italia e Algeria ed è in linea con la strategia Eni di diversificazione delle fonti energetiche in un’ottica di decarbonizzazione“.