“Una bestia dalle dimensione stratosferiche”: scoperto il “drago della morte” – quali cieli sorvolava?

Sono stati ritrovati degli antichi resti fossili, appartenuti forse ad un terrificante dinosauro con le ali, nell’Argentina centrale. Ma cosa si sa fino ad ora del gigantesco dinosauro alato scoperto alla fine del mondo? Cerchiamo di capirne qualcosa in più.

Scavando, i ricercatori si sono trovati di fronte ad una scoperta davvero sensazionale. La bestia che è stata ritrovata nell’Argentina centrale, infatti, aveva un’apertura alare di oltre 9 metri. Stiamo parlando di dimensioni simili a quelle di uno scuolabus. Ma non solo. Sono stati recuperate circa 40 ossa e diversi frammenti di corpo del gigantesco dinosauro alato.

Drago della morte

Come riportato dal quotidiano inglese ‘The Sun’, Leonardo Ortiz, a capo dello studio, ha dato alla creatura un nome abbastanza inquietante. “È il drago della morte“, ha detto Ortiz guardando forse alle dimensioni dell’animale assolutamente fuori dal comune. E, come gli uccelli moderni, il drago della morte aveva le ossa cave.

Tuttavia, la bestia era più simile a un rettile, perché era un animale a sangue freddo. Ma cosa si sa fino ad ora del gigantesco dinosauro alato scoperto alla fine del mondo? Il ricercatore ha poi spiegato, sempre come riportato dal ‘Sun’, che: “Non abbiamo una traccia al momento che possa collegare questa bestia dalle dimensione stratosferiche a qualsiasi altro animale, anche lontano”.

Faccia a faccia con gli pterosauri

E’ molto probabile, però, che “il drago della morte” faccia parte della famiglia degli pterosauri, dei dinosauri classificati nell’ordine dei rettili volatili. Questi furono tra le prime creature, dopo gli insetti, infatti, a sviluppare il volo a battente. Le ossa scoperte dal gruppo dei ricercatori, in base ai sedimenti ritrovati sopra di esse, potrebbero avere all’incirca 86 milioni di anni.

Pterosauro
Fonte: Wikipedia

I dinosauri si sono estinti 66 milioni di anni fa, quando un asteroide di circa 12 chilometri di diametro si scontrò con la Terra, vicino alla penisola dello Yucatan in Messico, formando il Cratere di Chicxulub. A seguito dell’impatto, vi fu un violento e gigante tsunami che si sparse a dismisura verso tutte le direzioni. Tuttavia, Cuba fu l’isola più colpita in assoluto dal maremoto. Ma non solo.

Allo tsunami seguì un’emissione di polvere e particelle, capaci di provocare un intenso cambiamento climatico simile all’inverno nucleare. Quasi 66 milioni di anni, infatti, la Terra si ritrovò totalmente coperta in superficie da una nube di polvere che impiegò molti anni prima di dissolversi del tutto. Questo implica che il drago della morte pattugliasse i cieli circa 20 milioni di anni, prima dell’estinzione di massa dei dinosauri. Ma prima della scoperta in Argentina di questi giorni, i primi fossili di dinosauro furono scoperti e riconosciuti come animali preistorici solo 200 anni fa nel Sussex, in Inghilterra.

Nell’articolo del Sun si legge ancora che i tratti del drago della morte sono così unici, da aver costretto Ortiz e la sua squadra a dare alla bestia un nuovo nome scientifico. “Fondamentalmente, queste caratteristiche che abbiamo riscontrato si trovano nelle vertebre e negli arti. Questo ci ha permesso di stabilire una nuova specie di pterosauro”. Gli scienziato, quindi, hanno optato per “Thanatosdrakon amaru“, nome che combina le parole greche “morte” e “drago”. Una combinazione davvero enfatica e suggestiva.