Attenzione al pesce al Supermercato – l’allarme lanciato da varie associazioni di pesca

Il caro carburante sta mandano in tilt la pesca in Italia. Il pesce fresco italiano è sempre più un miraggio. Da dove proviene il pesce che acquistiamo al Supermercato?

Siete abituati a mangiare sempre pesce fresco? Potreste restare enormemente delusi in questo periodo. L’innalzamento dei prezzi del carburante, infatti, sta mettendo a dura prova i pescatori italiani. Molti di essi sono in sciopero per protestare contro il caro carburante. Che sta succedendo in questo periodo con il pesce che arriva sulle nostre tavole?

Allarme pesce fresco
Pesce fresco italiano sempre più raro: ecco l’allarme dopo il caro carburante – NewNotizie

In un’intervista rilasciata a ‘Repubblica’, il presidente dell’Associazione produttori pesca di Ancona, Apollinare Lazzari, ha spiegato come una giornata per un peschereccio con 7 uomini a bordo possa arrivare a costare oltre 6 mila euro. Una cifra sempre più insostenibile. Queste le sue parole a riguardo: “I nostri concorrenti non hanno questi costi: i greci pagano il carburante la metà di noi, come Spagna e Francia. E in Croazia possono pescare 24 ore al giorno”.

La concorrenza dall’estero, quindi, è spietata. Il pesce che arriva sulle nostre tavole è sempre più straniero. Coldiretti ha informato come in questo periodo circa 8 pesci su 10 arrivano da mari non italiani. Ma c’è di più. Il pesce non arriva solo dalle zone limitrofe al nostro Paese, ma da territori lontanissimi. E ciò con tutti i rischi e gli aspetti negativi che ne conseguono.

“La gente deve sapere che non è pesce fresco quello che mette adesso a tavola” – ha continuato Apollinare Lazzari. Il giornale ‘Repubblica’ ha portato alla luce una situazione sempre più difficile. Ecco ciò che devono sapere gli italiani e i ristoratori.

Caro carburante, è allarme pesca nel nostro Paese

Il reportage di ‘Repubblica’ ha messo in luce come il pesce che giunge sulle nostre tavole possa arrivare da mari lontani. Viene evidenziato come arrivino pesci provenienti dal Vietnam, dalle Seychelles o dalla Tanzania. Coldiretti Impresa Pesca ha informato che la maggior parte dei pesci che arrivano oggi sulle nostre tavole sono di provenienza straniera. Ma non solo. L’associazione ha messo in guardia: “Il pangasio del Mekong potrebbe essere venduto come cernia, l’halibut al posto della sogliola, lo squalo smeriglio come pesce spada”.

Pesce fresco Supermercato allarme
Il pesce fresco italiano è sempre più raro sulle nostre tavole – NewNotizie

Queste le parole di Fedele Cianfrini, uno dei pescatori colpiti duramente in questo periodo: “Quando al porto hanno cominciato a tirar fuori le cassette dai Tir, sui cartellini rossi erano segnate queste provenienze. Non è solo congelato, provate a immaginare da quanto tempo è in viaggio quel prodotto e quante ‘polverine’ devono averci messo dentro”.

Nella giornata di ieri a Roma duecento persone si sono incontrate a piazza della Repubblica per protestare contro i rincari e contro questa situazione sempre più assurda. Gli scioperi, inoltre, proseguono in diverse città italiane, da Ancona a Chioggia fino ad arrivare a Bari e a Torre del Greco. Il governo italiano ha stanziato circa 20 milioni di euro per dare sostegno ai pescatori e all’intera filiera. Ma potrebbe non bastare.