Uno studio preoccupa: aumentano le infezioni sessualmente trasmissibili – centinaia di migliaia di nuovi casi

Dopo aver raggiunto i minimi storici più di un decennio fa, uno studio americano ha confermato l’aumento di infezioni sessualmente trasmissibili come la sifilide e l’HIV.

Malgrado la maggior prevenzione e le campagne di sensibilizzazione, uno studio condotto dai Centers for Disease Control and Prevention – un importante organismo di controllo sulla sanità pubblica degli Stati Uniti – ha rilevato un aumento delle infezioni sessualmente trasmissibili durante il primo anno della pandemia. Come riportato dal ‘New York Times’, dopo il primo lockdown, infatti, i tassi di infezione sono aumentati così tanto nel 2020 che entro la fine dell’anno il conteggio era del 10% e del 7% superiore rispetto al 2019.

Si tratta all’incirca di 134.000 segnalazioni di sifilide e 678.000 di gonorrea, un numero davvero esorbitante ed anomalo. Solo vent’anni fa la sifilide era stata quasi del tutto debellata negli Stati Uniti intorno al 2000, mentre la gonorrea aveva raggiunto i suoi minimi storici nel 2009. Tuttavia, oltre l’aumento, il problema riguarda anche molti giovani medici che non si erano mai trovati prima di fronte a casi di malattie sessualmente trasmissibili, soprattutto nelle donne. Una diagnosi errata o tardiva, in questo senso, può danneggiare irreversibilmente il loro sistema riproduttivo.

Sempre il ‘New York Times’ ha reso noto come negli Stati Uniti almeno 20.000 donne diventano sterili ogni anno a causa delle infezione non trattate adeguatamente. La sifilide può causare piaghe ed eruzioni cutanee e, se non trattata per decenni, può portare anche alla morte, causando danni al cervello, al cuore e ad altri organi. La gonorrea può essere dolorosa e può causare malattie infiammatorie pelviche nelle donne. Sfortunatamente, si tratta di malattie spesso asintomatiche, specialmente nelle donne, che possono portare a diagnosi e cure errate. Ma non solo.

Prevenzione allo sbaraglio

“La pandemia ha peggiorato le malattie sessualmente trasmissibili in America: per il primo anno, le persone hanno quasi smesso di sottoporsi a test e cure”, spiega David C. Harvey, direttore esecutivo della National Coalition of S.T.D., sempre al Times. Inoltre, in questi due anni tutte le attenzioni sono state rivolte al Covid, mettendo in secondo piano tutto il resto ed interrompendo molti servizi sanitari essenziali.

Storicamente, i tassi più alti di sifilide sono stati tra gli uomini gay e bisessuali e poi anche tra gli uomini eterosessuali. Ma questi tra uomini gay e bisessuali sono aumentati più lentamente negli ultimi anni e sono persino leggermente diminuiti nel 2020. A differenza delle donne eterosessuali: i casi sono aumentati del 30% dal 2018 al 2019 e del 21% dal 2019 al 2020. Gli esperti attribuiscono in parte questa condizione al crescente abuso di oppioidi e metanfetamine che rende più probabili comportamenti sessuali rischiosi tra tutti i sessi.

Ma c’è anche da dire che negli Stati Uniti i i legislatori hanno riassegnato i fondi ad altri problemi ritenuti più gravi, rispetto ad una giusta educazione e prevenzione sessuale negli ultimi vent’anni. Inoltre, le app di incontri hanno ampliato a dismisura gli appuntamenti occasionali, la maggior parte contraddistinti da sesso non protetto. Proprio per questo, metà delle infezioni si riscontrano tra i giovanissimi, dai 15 ai 24 anni.

Negli Stati Uniti, però, la prevenzione è anche una materia sociale e culturale. Le donne di colore, ad esempio, hanno tassi di sifilide, gonorrea e clamidia sette volte superiori a quelli delle donne bianche e devono affrontare ulteriori ostacoli per ricevere un’adeguata assistenza sanitaria. Sono, infatti, totalmente trascurate e devono anche fare i conti con lo stigma e la vergogna percepita dalla loro comunità che mal digeriscono l’assistenza sanitaria sessuale, perché viene meno uno dei loro valori più importanti: la monogamia femminile. Il sesso, insomma, non solo è un taboo, ma anche una “colpa” per la quale essere punita.