Fratelli d’Italia, ma non solo – sapete come iniziano gli inni nazionali degli Stati europei?

Vi siete mai chiesti come iniziano gli inni nazionali degli Stati europei? Se la risposta è no, niente paura. Scopriamo insieme quali sono alcune delle parole intonate negli inni di tutta Europa.

Potrebbe sembrare un’esagerazione, eppure l’inno nazionale rappresenta parte fondante della nostra identità. Anche se ha perso col passare degli anni un po’ di mordente, pure nei gruppi più nazionalisti sparsi in giro per l’Europa, l’inno descrive e caratterizza un popolo.

Complici forse anche gli Europei della scorsa estate, il resto del mondo ad esempio ha avuto modo di vedere come cantiamo e quanto sentiamo il nostro inno durante le competizioni sportive. Insomma, si risveglia in quell’occasione tutto il fervore e l’orgoglio italico più sano, lo stesso che ha permesso di rendere uno show sentito e partecipato il momento che precede il fischio di inizio di una partita. In molti, infatti, hanno scritto e notato sul web il trasporto tutto nostrano che ci contraddistingue durante l’Inno di Mameli.

Ma molto si deve al testo ed alla musica incalzante che certamente si prestano a questo sentimento di unione e vittoria collettiva che fomenta l’altro e noi stessi in una sorta di mistica esaltazione e difesa dei valori nazionali. In fondo, il canto degli italiani è stato composto durante il Risorgimento, il periodo dell’unità nazionale, dopo secoli di dominazione straniera: dagli austriaci a Nord ai Borboni al Sud, tutti a metà Ottocento avevano un motivo più che valido per sentirsi “fratelli d’Italia”.

Ecco perché la prima parola del nostro inno rievoca un senso di fratellanza, così spiccato, assente invece negli altri paesi europei. Il nostro canto nazionale, infatti, è l’unico in Europa a essere intonato partendo dalla parola “Fratelli”. Ma quali sono, invece, alcune delle parole intonate negli inni di tutta Europa? Scopriamolo insieme.

Inni nazionali: questione di inizi

Partiamo da uno degli inni più famosi di tutto il mondo, forse più di quello americano. Scritto tra il 1736 ed il 1740 “God Save the Queen” è l’inno più antico del mondo. In base al monarca in carica nel Regno Unito, però, potremmo anche sentir cantare in futuro “God Save the King”. Una cosa è certa, malgrado le controversie legate all’inno, questo inizia con una supplica a “Dio” affinché salvi il re o la regina.

Abbandoniamo, però, l’invocazione all’altissimo per parlare di rivoluzione. La “Marsigliese“, infatti, è il frutto della rivoluzione francese che fece tremare i regnanti di tutta Europa, mostrandone tutta la loro vulnerabilità sotto il peso di un popolo affamato ed arrabbiato. Proprio per questo, l’inno francese non poteva che cominciare con un’esortazione: “Avanti, figli della Patria! Il giorno della gloria è arrivato!”

La storia dell’inno spagnolo, invece, è molto singolare. In realtà non esiste un vero e proprio testo ufficiale perché ogni sovrano lo modificava a suo piacimento. Tuttavia, la Marcha de Granaderos, sotto Carlo III, acquista nel 1770 una veste più formale che verrà mantenuta fino ai nostri giorni, fatta eccezione la parentesi repubblicana e rivoluzionaria degli anni Trenta. La prima parola dell’inno, quindi, sarebbe: “Gloria”.

Avete mai sentito l’ormai famosissima locuzione “Deutschland über alles”? Sono le prime tre parole con cui inizia l’inno tedesco e significano “Germania, al di sopra di tutto”. Il canto dei tedeschi, infatti, è stato composto nel 1797 da Franz Joseph Haydn, per celebrare la magnificenza del Sacro Romano Impero. Tuttavia, il testo è stato aggiunto solo nel 1841. Tante sono però le vicissitudini legate all’inno tedesco. Per rompere anche col passato ingombrante, la terza strofa è attualmente quella usata come inno ufficiale tedesco che inizia con “Unità, giustizia e libertà“.