Tassa da pagare entro il 16 giugno: chi deve pagarla? Quanti soldi riceve lo Stato e dove si versa di più

Oltre all’inflazione alle stelle e al rincaro di bollette e prezzi del carburante, gli italiani devono in questi giorni fare i conti con il pagamento della prima tranche di una tassa poco amata. Ecco di cosa si tratta

La sua scadenza era stata fissata per il 16 giugno già ad inizio 2022 ed ormai manca poco perchè gli italiani debbano versarla. Stiamo parlando di una tassa poco amata, e nella fattispecie della sua prima rata, il cui pagamento arriva in un periodo decisamente drammatico dal punto di vista economico, tra bollette stellari, inflazione che non accenna ad arrestarsi e rincaro continuo dei prezzi del carburante, nonostante un netto taglio delle accise operato dal governo Draghi. Stiamo parlando dell’Imu 2022 la cui prima tranche scade appunto il 16 giugno: ma chi dovrà pagarla?

La seconda rata si paga entro dicembre
Imu 2022, quanto e quando versare. L’aliquota e dove si paga di più

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Saranno oltre 25 milioni gli italiani che dovranno versarla al Fisco, ovvero coloro che posseggono case di proprietà (ad eccezione della prima casa nella quale viene dichiarata la residenza) ma anche i possessori di terreni agricoli, di aree edificabili, di altri immobili e fabbricati. Sapete quanti soldi riceverà lo Stato da questa prima tornata di pagamenti? Cira 9,5 miliardi di euro e come riportato nel rapporto redatto per il primo semestre 2022 dal Servizio Lavoro, Coesione e Territorio della Uil, il gettito annuo complessivo sarà di circa 19,6 miliardi di euro. Dallo studio emerge che il 41% dei contribuenti ovvero la maggior parte, è pensionato oppure titolare di un contratto da lavoro dipendente.

Un salasso per milioni di italiani
Come calcolare l’importo della prima rata dell’Imu e dove si paga di più

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Per capire quanto occorre versare entro il 16 giugno bisogna applicare alla base imponibile (il valore dell’immobile che viene determinato in base a criteri normativi specifici) l’aliquita stabilita per ogni comune e tipo di fabbricato/terreno/abitazione. Ne derivano pagamenti diversificati, a parità di metratura, non soltanto tra una regione e l’altra ma anche tra le città. Ad esempio, facendo riferimento alla seconda casa, è a Roma che si registra il costo maggiore annuo in valore assoluto (2.064 euro) seguita da Milano (2.040 euro) e Bologna (2.038 euro).

A Genova si raggiungeranno i 1.775 ero e a Torino i 1.745 ma in altre città la somma sarà decisamente inferiore come a Gorizia (658 euro), Catanzaro (659 euro) e Crotone (672 euro) con l’importo più basso, circa 580 euro. Perchè queste differenze? Per la presenza, in 17 città dell’ex addizionale Tasi che porta le aliquote a livelli superiori rispetto al 10,6 per mille di massimale per l’Imu. Mediamente invece l’acconto Imu da versare per una seconda casa ubicata in un capoluogo di povincia ammonterà a circa 537 euro, cifra che raggiungerà i 1.074 euro a dicembre, quando si dovrà versare la seconda rata. Se invece l’imposta è relativa a garage, cantine, tettoie, posti auto o seconde pertinenze dell’abitazione principale, il costo medio sarà di circa 55 euro.