“Droga e alcol, lui finiva sempre collassato…”: i drammatici ultimi momenti di George Michael

Una nuova biografia – curata dallo scrittore James Gavin – su George Michael getta ancora ombre sul cantante e sulla sua travagliatissima e dolorosa sfera privata. Droga, arresti e la sfida del coming out hanno scandito la vita del cantante che ha sempre vissuto con ritrosia e timore la sua stessa esistenza. 

Quando si è giovani, quando si è bravi, quando il contesto familiare di provenienza influenza pesantemente le scelte personali, tutto diventa una sfida principalmente con se stessi. Non è semplice crescere ed, una volta adulti, si è solo il risultato di un contrasto o di un’assimilazione dei modelli sociali e culturali che ci hanno permeato sin dalla tenera età.

Anni 80

In quest’ottica molto delicata e privata, George Michael non si può di certo dire che abbia avuto un trascorso semplice. Un talento acerbo pronto ad esplodere da un momento all’altro ed un fuoco interiore, ancora inesplorato, sono stati il primo mobile dell’ex cantante degli Wham! che ha pagato con la sua stessa vita il travaglio personale.

Una nuova biografia – curata dallo scrittore James Gavin – su George Michael getta ancora ombre sul cantante e sulla sua travagliatissima e dolorosa sfera privata. Droga, arresti e la sfida del coming out hanno scandito la vita del cantante che ha sempre vissuto con ritrosia e timore la sua stessa esistenza.

Le fragilità e gli eccessi di George Michael

Per quanto possano sembrare due condizioni agli antipodi, fragilità ed eccessi sono il frutto di uno stesso primordiale bisogno emotivo che compensa nell’altro la sua stessa sussistenza. Questo, in breve, è stato il filo conduttore della vita di George Michael, lo stesso che ora viene raccontato nella biografia curata dallo scrittore americano James Gavin, “A Life”, grazie alle rivelazioni di 200 amici e colleghi, ed in uscita il 28 giugno negli Stati Uniti.

George Michael

Dalle pagine di Gavin – incentrate negli ultimi anni di vita del cantante londinese – emerge un uomo emotivamente fragile, autodistruttivo e paralizzato da insicurezze. “Trascorreva le giornate guardando la Tv, devastato dalla tossicodipendenza e ricattato da escort gay. Com’ è stato possibile un declino così squallido?”, esordisce l’autore cercando di ricostruire i pezzi di un personaggio spezzato che ha fatto della rivalsa personale e professionale il suo fine ultimo.

“Il fatto che mio padre mi disprezzasse e non credesse nel mio talento è stata una grande motivazione. Malgrado lui, sapevo che sarei diventato un musicista di successo”, aveva confessato George Michael al Guardian. “Da ragazzo associavo la mia omosessualità a un terribile senso di colpa”. Su cui fecero leva anche i produttori musicali che lo seguirono soprattutto nei primi anni di carriera, rendendolo un sex symbol negli anni 80′ per milioni ragazzine.

George Michael, infatti, era un prodotto che funzionava in quella veste che ha schiacciato però, così, il suo orientamento sessuale, rendendolo di contro estremamente vulnerabile sul tema. Anche perché, il successo e la rivalsa nei confronti del padre cozzavano con la reale immagine del cantante, anche a causa dell’AIDS e dell’omofobia imperante. Erano tempi difficili e non era semplice staccarsi dall’immagine collettiva costruita sulla sua persona e mantenere il successo incredibile che aveva riscosso.

Così, il privato divenne sempre più privato, fino al 1998, quando fu costretto ad un coming out forzato, dopo lo scandalo nei bagni pubblici di Los Angeles. La potenza mediatica fu troppa da sopportare, così George Michael trovo consolazione nel crack e nel sesso compulsivo con sconosciuti nei parchi londinesi “Così non riveleranno mai il tuo segreto perché è anche il loro” si legge infatti nella biografia.

Ma non solo. “Nei suoi party c’erano solo droga e alcol, lui finiva sempre collassato a terra e si risvegliava vomitando, per lui non c’era scampo“, ha raccontato una sua amica a Gavin. E anche il suo ultimo compagno Fadi Fawaz ha ricordato così gli ultimi mesi del cantante, vittima ormai di se stesso e del suo tormento: “Michael si ferì almeno 25 volte con un coltello, ormai desiderava solo morire”.