Elezioni presidenziali Colombia 2022, svolta storica – chi è Gustavo Petro, il primo presidente di sinistra della storia

Continua la “rivoluzione” sudamericana auspicata più di 50 anni fa da Che Guevara. Dopo la vittoria delle elezione in Cile l’anno scorso del candidato di sinistra Gabriel Boric, in Colombia è stato eletto il primo presidente di sinistra della sua storia. Stiamo parlando di Gustavo Petro. 

Quando si parla di Sud America, si tratta di un territorio vastissimo, eterogeneo e culturalmente intricato. Tutti i paesi sudamericani, infatti, hanno fatto i conti nel loro passato più recente con ingerenze provenienti direttamente dall’alto, ovvero gli Stati Uniti.

Elezioni in Colombia

Eccezion fatta, per Cuba – l’unica roccaforte comunista e di sinistra in Occidente – tutte le altre nazioni che volevano prendere a modello il sogno delle repubbliche sudamericane socialiste unite, si scontravano con una durissima realtà che faceva del predominio territoriale il suo potere politico.

Sarebbe fin troppo lungo e complicato riassumere in breve 60 anni di storia sudamericana, fatta di dittature, golpe e persone che hanno pagato con la loro vita la liberazione del proprio paese. Tuttavia questa vittoria ha sicuramente qualcosa in più. Continua la “rivoluzione” sudamericana auspicata più di 50 anni fa da Che Guevara. Dopo la vittoria delle elezione in Cile l’anno scorso del candidato di sinistra Gabriel Boric, in Colombia è stato eletto il primo presidente di sinistra della sua storia. Stiamo parlando di Gustavo Petro.

Chi è Gustavo Petro

Dal passato rivoluzionario e militante, oggi Gustavo Petro è il primo presidente di sinistra colombiano. La Colombia, infatti, ha eletto come presidente un ex guerrigliero facente parte del gruppo M-19, da attivista però. Petro, infatti, non ha mai abbracciato la lotta armata. Si trattava di un movimento di guerriglia insurrezionale di sinistra, attivo nel paese dal 1970 al 1990, quando firmò un accordo di pace con il governo ritirandosi dalla lotta armata.

Gustavo Petro

Gustavo Petro ha battuto il populista indipendente Rodolfo Hernández, un ex sindaco di Bucaramanga incline alla gaffe e magnate degli affari, con il 50,47% dei voti al ballottaggio di domenica ed entrerà in carica a luglio tra una serie di sfide importanti. Non per ultima, il crescente malcontento per la disuguaglianza sociale e l’aumento del costo della vita.

L’elezione di Petro segna un cambiamento epocale per la Colombia, un paese che non ha mai avuto un presidente di sinistra, la stessa che ora si trova a raccogliere vittorie elettorali importanti in Perù, Cile e Honduras.

Prima di diventare presidente della Colombia, Gustavo Petro – economista e senatore di 62 anni – è stato sindaco di Bogotà e aveva già tentato due volte la presidenza del Paese. Eppure, ora l’esigenza di un’istruzione superiore gratuita, posti di lavoro statali garantiti per i disoccupati, una maggior tutela ambientale, mettendo fine alle nuove esplorazioni di petrolio e gas, nonché una riforma fiscale attesa da tanto per migliorare la salute pubblica, hanno fatto la differenza in un paese in cui la povertà è aumentata vertiginosamente nell’ultimo anno.

Francia Marquez

Secondo i dati del Departamento Administrativo Nacional de Estadìstica, infatti, in un solo anno si è passati dai 17 a ben 21 milioni di poveri. Ma Gustavo Petro non sarà da solo nel suo progetto di rinnovamento del paese. Il vicepresidente di Petro sarà, infatti, Francia Márquez, una pluripremiata attivista, ambientalista e politica che ha difeso strenuamente i diritti umani ed ambientali, battendosi contro le miniere d’oro illegali. E anche in questo caso si tratta di una prima volta. La Márquez è la prima donna di colore vicepresidente.