Bollette fuori controllo – la drastica decisione di un comune per “risparmiare energia”

L’hanno definita una “scelta obbligata”, la decisione di chiudere gli uffici comunali. E tutto a causa delle bollette alle stelle: è questa la strada intrapresa da un comune italiano

Non è stata una decisione facile e presa a cuor leggero, quella alla quale si è arrivati in un comune italiano avviando una sorta di piano di risparmio energetico per far fronte all’aumento incontrollato delle bollette dell’energia elettrica e del gas. Accade nel cuore della Sardegna, nell’area sud occidentale dell’isola, dove l’amministrazione del paesino di Fluminimaggiore, nemmeno 3000 abitanti, ha deciso di chiudere gli uffici.

Unico modo per risparmiare qualcosa
Il sindaco ha deciso di chiudere gli uffici in alcune giornate (Fonte https://www.facebook.com/search/top?q=fluminimaggiore)

Lo ha comunicato il primo cittadino, come si legge su Il Fatto Quotidiano, emanando un’ordinanza che prevede di non aprirli in determinate date, oltre ad una limitazione dei rientri pomeridiani.

Uffici comunali chiusi in alcuni giorni, l’ordinanza del sindaco

Questo per far fronte a dei costi che stanno provocando un terremoto nel bilancio comunale, come spiegato dallo stesso sindaco Marco Corrias, giornalista professionista e primo cittadino da quattro anni: “Rispetto alla spesa prevista siamo, quest’anno, fuori di circa 100mila euro e lo Stato ce ne rimborsa meno di 20”, ha spiegato a proposito dell’ordinanza aggiungendo che si tratta di “una cifra di sbilancio enorme per un paese povero come il nostro, a cui dobbiamo far fronte come si fa in una qualsiasi famiglia: si risparmia, eliminando l’aria condizionata il più possibile, spegnendo le luci durante il giorno negli uffici e chiudendo l’attività in certe date”.

Insomma la bolletta della luce lo ha convinto, anche a fronte di un rimborso parziale ed insufficiente delle spese, a predisporre l’interruzione delle attività nei giorni successivi a quelli festivi. Una prima chiusura è già stata attuata il 3 giugno, ed una seconda il martedì 14 (giorno successivo alla festa patronale di Sant’Antonio), per proseguire con martedì 16 agosto. La seconda parte dell’ordinanza prevede una limitazione, per i mesi di giugno, luglio e agosto, dei rientri pomeridiani: anche in questo caso una prima chiusura è già stata attuata nel pomeriggio del 21 giugno e seguiranno ulteriori chiusure il 12 luglio ed il 9 agosto.

Non è l'unico comune in questa situazione
Situazione difficile, le parole del sindaco (Fonte https://www.facebook.com/search/top?q=fluminimaggiore)

Situazione difficile, le parole del primo cittadino

Come detto sopra i costi dell’energia elettrica e, dunque l’incremento abnorme delle bollette degli edifici comunali ma anche dell’illuminazione pubblica hanno reso la decisione una strada obbligata in un paese molto noto per vari progetti come quello dell’happy villagge, che mira a creare usando le seconde case una residenza per anziani, per i murales ma anche per le bellezze naturalistiche e per la storia raccontata attraverso i reperti archeologici dell’area.

Quanto sta accadendo in questo piccolo comune sardo indica come il problema non sia sentito soltanto dalle famiglie italiane (che hanno dovuto usare il riscaldamento con estrema attenzione nel corso del periodo invernale) e dalle imprese, molte delle quali si sono trovate nella situazione di dover fermare impianti e produzione.

Corrias ha spiegato che questo non accade solo nel paese da lui amministrato: “Il dilemma tra tagliare i servizi o vedersi tagliare la corrente perché non si è in grado di pagare le bollette sta diventando molto diffuso tra le amministrazioni che non hanno altre risorse da parte per sopperire a simili emergenze”. Il fotovoltaico è presente nel comune (e sui tetti delle scuole) ma non basta: “Ci vorrebbero – ha concluso il primo cittadino – nuove risorse, che lo Stato dovrebbe mettere a disposizione per un vero piano di trasformazione energetica”. Nell’attesa non resta altro da fare che “tagliare alcuni servizi”.