Una turista americana sta rischiando di morire: i medici maltesi si rifiutano di farla abortire

Si trova tra la vita e la morte la giovane turista statunitense a Malta a cui continua ad essere negato l’aborto, malgrado il bambino che portava in grembo non abbia possibilità di sopravvivere. Andrea, però sì, ma il suo diritto alla vita non viene ascoltato. 

Andrea Prudente è una 38enne originaria di Seattle incinta di 16 settimane. Durante la sua vacanza a Malta, però, qualcosa è andato storto. La donna, qualche giorno dopo il suo arrivo sull’isola, ha cominciato ad avere perdite di sangue, sintomo di complicazioni dovute alla gravidanza. La placenta si era distaccata e il feto, ormai, non aveva più possibilità di sopravvivere. A questo punto però, oltre al dolore per la perdita del proprio bambino, Andrea entra in un limbo fatto di inutile sofferenza.

Andrea Prudente

Malta è l’unico Stato Europeo in cui l’aborto è illegale in qualsiasi circostanza, anche in caso di stupro, incesto o a seguito di problemi di salute che possono mettere a rischio tanto il feto quanto la madre. Il cuore del bambino, infatti, ancora batte e questo basta per vietare un aborto che invece potrebbe salvare al 100% Andrea.

Si trova tra la vita e la morte la giovane turista statunitense a Malta a cui continua ad essere negato l’aborto, malgrado il bambino che portava in grembo non abbia possibilità di sopravvivere. Andrea, però sì, ma il suo diritto alla vita non viene ascoltato.

La legge antiabortista maltese

Si tratta di un paradosso: pur consapevoli i medici di non poter garantire al feto della donna di sopravvivere, si sta mettendo a serio pericolo Andrea. In questo caso, c’è da chiedersi quale vita si sta proteggendo e perché. Alla donna non è rimasto più liquido amniotico, fondamentale per garantire al feto la sua stessa sopravvivenza, e fuori dall’utero il feto morirebbe ugualmente.

Aborto illegale a Malta
Fonte: Canva

La legge maltese del 1724, però, parla chiaro. Se lo staff medico dell’ospedale Mater Dei intervenisse prima che il feto sia morto, rischierebbe fino a 3 anni di carcere, così come Andrea. Non si tratta – o perlomeno non solo – di obiettori di coscienza. La turista statunitense, però, se non si interviene subito, potrebbe sviluppare un’infezione letale. Se la placenta, invece, dovesse distaccarsi del tutto, la donna rischierebbe una grave emorragia.

La legge però, si sta scontrando apertamente con le linee guida internazionali di ostetricia che prevedono, entro le prime 24 settimane di gravidanza, l’aborto, proprio per evitare infezioni anche mortali. Ma al momento Andrea ed il suo compagno, Jay Weeldreyer, non possono fare altro, se non aspettare l’aborto spontaneo. I medici di Malta hanno anche negato alla coppia il trasporto aereo verso il Regno Unito, dove l’aborto è legale, per le complicazioni di salute della donna causate da loro stessi. Insomma, un circolo vizioso cattivo e che non ascolta, ancora una volta, le esigenze addirittura vitali delle donne.

Ormai Andrea è in ospedale da una settimana ed il suo compagno non sa nemmeno come andrà finire questa triste vicenda che li vede al momento come degli ostaggi. “La bambina non può sopravvivere, e non si può fare niente per cambiare questa cosa”, ha spiegato Weeldreyer intervistato dalla BBC.