Morte Leonardo Del Vecchio, il necrologio di Chiara Ferragni fa discutere – la bordata di Dagospia

Il necrologio di Chiara Ferragni per ricordare il patron di Luxottica non è di certo passato inosservato, come in realtà qualsiasi sua azione o affermazione. Ma cosa è successo realmente e perché ha fatto così tanto discutere?

Ieri è morto a all’età di 87 anni Leonardo Del Vecchio, grande imprenditore italiano e fondatore di Luxottica, la maggiore azienda italiana nella produzione e commercializzazione degli occhiali. Qualsiasi montatura portiate, infatti, è estremamente probabile che sia stata realizzata proprio dal gruppo di Del Vecchio, che nel corso degli anni è stato capace di costruire un vero e proprio impero a livello mondiale. Si tratta di una grande conquista imprenditoriale tutta Made in Italy.

Chiara Ferragni
Fonte: Instagram @chiaraferragni

Ecco perché ieri in molti hanno espresso sincero cordoglio per la morte di Del Vecchio. Tra i tanti messaggi, non poteva mancare quello di Chiara Ferragni, una donna capace non solo di dettare la moda, ma anche tutta l’imprenditoria per come la conoscevamo più di 10 anni fa. Ha fatto del web prima e dei social dopo, la sua risorsa più grande, rivoluzionando dall’interno un sistema che sembrava davvero inaccessibile prima, soprattutto per le donne.

Eppure, il necrologio dell’imprenditrice digitale per ricordare il patron di Luxottica non è di certo passato inosservato, come in realtà qualsiasi sua azione o affermazione. Ma cosa è successo realmente e perché ha fatto così tanto discutere? A polemizzare apertamente è stata ‘Dagospia‘, la testata online di Roberto D’Agostino, a cui non è piaciuto per nulla il messaggio comparso sulle pagine de ‘Il Corriere della Sera’.

Tutto fa polemica

Sull’articolo si legge: “Chiara Ferragni non mette da parte l’ego nemmeno di fronte alla morte”, ma cosa avrà mai scritto? Leggiamolo insieme.

Chiara con Liliana Segre

“Da imprenditrice italiana ho sempre ammirato Leonardo Del Vecchio. Ho avuto l’onore di conoscerlo visitando lo stabilimento che lui stesso ha costruito ad Agordo. Mi unisco al cordoglio della famiglia e di tutta Luxottica per la scomparsa di uno dei padri dell’industria italiana”.

Ora, la grande e grave “colpa” sarebbe aver esordito con “da imprenditrice italiana“. Considerando il fatto che in realtà lo è, viene da chiedersi come avrebbe dovuto qualificarsi. D’altronde, il Corriere ha chiesto un suo messaggio, perché é morto il patron di Luxottica, non un fisico nucleare e in quel caso, davvero sarebbe stato fuori luogo un suo contributo.

Insomma, la polemica è negli occhi di chi guarda e quando si tratta della Ferragni, qualsiasi cosa lo diventa, come la sua visita al Memoriale della Shoah insieme alla senatrice Liliana Segre. “Oggi voglio condividere questa mia esperienza invitando tutti a visitare il @MemorialeDellaShoah a Milano (in Stazione Centrale) per vedere, pensare, agire. Grazie a Liliana che da donna a donna mi ha dato una lezione di vita, di umanità e di attivismo. Diciamo no all’indifferenza”, ha scritto l’imprenditrice sotto il suo post.

In molti però pensano solo che sia l’ennesima mossa intrisa di business, niente sensibilizzazione o fini più nobili. Che che se ne dica però, una delle grandi capacità della Ferragni è saper fare sempre la differenza e differenziarsi, parlando anche di temi importanti, senza perdere il focus della sua attività sui social, che è e rimane vendere.