Gli aiuti militari in Ucraina nel mirino del contrabbando? La preoccupazione dell’Interpol

Tutte le armi inviate in Ucraina dal blocco occidentale per difendersi dalla Russia che fine faranno una volta che il conflitto sarà acqua passata?

Uno dei temi più controversi, oltre le sanzioni, riguardava l’invio o meno in Ucraina di aiuti militari da parte delle potenze occidentali. In qualche modo, infatti, si voleva sostenere il popolo ucraino, senza entrare in netto contrasto col Cremlino, tanto che fino all’ultimo Stati Uniti ed Europa si sono rifiutati di attuare la no fly zone, ovvero una zona di interdizione aerea sul cielo ucraino.

Guerra in Ucraina

Tutt’altra questione è stata, invece, la quantità e l’entità di armi da mandare, tanto che perfino il leader della Lega, Matteo Salvini, si era schierato contro le armi letali, parlando di pace in tutti i suoi aspetti ecumenici e universali. Ma dopo più di quattro mesi di conflitto lento e doloroso nella zona orientale del Paese e di perdite ingenti da parte dell’esercito ucraino, cosa ne sarà di quelle armi inviate soprattutto dagli Stati Uniti?

Si fa sempre più concreto il rischio della loro vendita di contrabbando sul mercato nero europeo. La situazione in Ucraina, infatti, resta altamente scomposta e frammentata. Le comunicazioni stentano ad arrivare correttamente e davvero poco si sa al momento su come sia la reale situazione nel Donbass. Tuttavia, il destino delle armi sembra già scritto e non ci racconta nulla di buono.

La chiamata alle armi

Il numero di armi inviate in Ucraina è davvero impressionante. Stiamo parlando di oltre 10 miliardi di euro da quando la Russia ha invaso il Donbass. Gli Stati Uniti, come dicevamo prima, sono stati il maggior fornitore di armi. Il 28 aprile scorso, infatti, il Presidente americano Joe Biden aveva chiesto al Congresso di stanziare ulteriori 33 miliardi di dollari. Proprio per questo, si è parlato anche di una guerra voluta più dall’America che non dallo stesso governo ucraino.

Contrabbando di armi

Dopo quasi due mesi dagli ultimi aiuti però, ora il rischio è che queste armi vengano vendute illegalmente fuori dall’Ucraina da gruppi criminali. In un articolo de ‘Il Corriere della Sera’, si legge che Kiev sta ricevendo sostanziose pressioni, affinché collaudi un efficace sistema di tracciamento oppure fornisca un inventario aggiornato delle armi.

A giugno Jürgen Stock, il capo dell’Interpol, era stato abbastanza chiaro al riguardo: “Quando cesserà il fuoco, arriveranno le armi illegali”. Ma non solo. Come riportato sempre dal Corriere, anche l’Europol ha manifestato simili preoccupazione in una nota ai governi: “All’inizio i funzionari ucraini mantenevano un registro delle armi fornite ai civili, ma con il proseguo della guerra sono state distribuite senza mantenere un archivio”. Ma quali rischi si corrono davvero?

Dall’Occidente le armi arrivano in Polonia, per poi essere mandate in Ucraina con diversi mezzi di trasporto, anche abbastanza creativi. Dai camion alle auto private, tutto serve in guerra per attraversare la frontiera, poi il nulla. Proprio per questo si teme che alcune spedizioni, se non addirittura molte, non finiscano in Ucraina a servizio dell’esercito.

Tuttavia, il consigliere della Difesa ucraina Yuriy Sak, parla di un controllo costante. Le armi, infatti, sarebbero monitorate per tutto il tempo. “Che l’Ucraina sia diventata un hub del contrabbando di armi non corrisponde alla realtà. Potrebbe essere parte della guerra d’informazione russa per scoraggiare i partner internazionali”, ha spiegato sempre Sak, come riportato dal Corriere.

Il governo ucraino, però, si è dimostrato favorevole al sistema di tracciamento con l’aiuto degli alleati occidentali e dell’Eu Support Hub che si trova di base in Moldavia, dove è più presente e massiccio il contrabbando di armi.