Cornuto, perché di chi è stato tradito si dice che ha le corna? L’origine dell’espressione più usata

Sapete l’origine di uno dei termini più utilizzati? Quello per chiamare il marito tradito ovvero cornuto? Ve lo diciamo.

Le corna sono diventate nel tempo simbolo di infedeltà coniugale, ma come mai? Vediamo la spiegazione.

cornuto
Foto da Canva

La storia della parola “cornuto” si perde nel tempo. Questo termine indica il marito traditori il fidanzato o il compagnato. Ma come mai le corna, e tutti gli animali che le portano, sono legate al tradimento? E nel dettaglio all’infedeltà coniugale? Scopriamolo.

Non esiste in realtà una spiegazione esaustiva di questa motivazione. Qualcuno suggerisce il legame tra la parola cornuto al maschio della capra. In pratica in questa specie la femmina è nota soprattutto per la velocità con la quale cambi partner. Dal regno animale a quello umano quindi!

Perché si dice “cornuto”? In passato al parola aveva un significato completamente diverso.

Nell’antichità in realtà le corna avevano un significato completamento diverso, erano infatti simbolo di virilità maschile e quindi avevano un’accezione positiva per l’uomo. Le corna rappresentavano coraggio e audacia e gli dei infatti venivano rappresentati sempre con un bel paio di corna sul capo. I guerriere del passato fonavano i loro capi con le corna. Insomma non si sa perché, a un certo punto, questa parola abbia avuto un’accezione negativa.

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Con il tempo la parola ha cambiato significato e quindi gli studiosi si sono soffermati proprio sull’etimologia del termine per capire l’espressione “avere le corna” cosa abbia voluto indicare. Secondo i ricercatori questa parola fu usata ai tempi di Costantinopoli, quando c’era l’imperatore Andronico Comneno quindi nel 1120 più meno. L’imperatore bizantino, secondo i racconti, era spietato con i sudditi e solitamente imprigionava le mogli di chi lo tradiva o sfidava, per renderle sue concubine.

Dopo aver compiuto questo gesto faceva appendere sulle case dei mariti una testa di cervo come simbolo della preda cacciata e conquistata. Da questa abitudine sarebbe nato il termine “cornuti”. Nel 1185 infatti i soldati di re Guglielmo II di Normandia, che si recavano a Costantinopoli, chiesero il significato di quelle teste di cervo appese. Pertanto ne appresero il significato e, al ritorno in Sicilia, iniziarono ad utilizzare questa espressione, che si diffuse poi in tutta Italia.

C’è poi anche un’origine mitologica. Minosse, sovrano i Creta, doveva sacrificare un tori bianco inviatogli da Zeus. Colpito dall’animale però decise di prenderlo e sacrificarne un altro. Poseidone scoprì l’inganno e punì il re facendo innamorare il bovino della moglie Pasifae. Ella, nascosta in una giovenca di legno, ebbe un rapporto con l’animale dando vita al Minotauro. I Cretesi, sapendo la storia, parlando del re come del primo cornuto della storia.