Crisi Governo, l’Ucraina si espone a favore di Mario Draghi: le parole della vicepremier fanno discutere

La crisi di governo nostrana è arrivata fino in Ucraina che ha commentato piuttosto negativamente le dimissioni di Mario Draghi. 

Dopo primi mesi di reticenza e cautela, soprattutto in vista delle sanzioni economiche e del braccio di ferro col gas russo, Mario Draghi alla fine qualche mese fa si è sbilanciato totalmente a favore dell’Ucraina, scelta questa che ha fatto storcere il naso al Cremlino che ha chiuso in parte i rubinetti.

Draghi e Zelensky

Tuttavia, l’ex presidente della BCE è sembrato sin da subito risoluto, una volta presa una precisa posizione diplomatica accanto a Volodymyr Zelensky. Lo stesso Draghi, infatti, oltre a recarsi in Ucraina, si è fatto portavoce dell’urgenza di Kiev di diventare membro effettivo dell’Unione Europea. “Vogliamo l’Ucraina nell’Unione europea. Dobbiamo seguire il percorso d’ingresso che abbiamo disegnato, ma dobbiamo anche procedere il più speditamente possibile”, aveva detto il premier lo scorso maggio a Strasburgo per la plenaria del Parlamento europeo.

Tuttavia, proprio l’Ucraina è stata motivo di dissapori coi Cinquestelle, contrari soprattutto, tra le altre cose, all’invio ancora di armi all’esercito ucraino, creando anche una spaccatura interna allo stesso Movimento. Insomma, sono e saranno, ancora per molto, mesi di confusione. Tuttavia, perdere un alleato così prezioso per l’Ucraina, sarebbe una catastrofe a livello diplomatico. Ecco perché l’idea di dover rinunciare a Mario Draghi non è piaciuta per nulla all’esecutivo di Zelensky che spera, invece, di poter contare ancora sull’Italia, uno dei pochi paesi che si è apertamente e irreversibilmente schierato dalla parte di Kiev.

Dichiarazioni dal campo di battaglia

Iryna Vereshchuk, vicepremier dell’Ucraina e ministra per la Reintegrazione dei territori temporaneamente occupati, intervista da Adnkronos, ha risposto ad alcune domande relative anche alla crisi di governo italiana, commentando molto negativamente la spaccatura in corso.

iryna vereshchuk
Fonte: Instagram @iryna_vereshchuk

“Parlando per il mio Paese e da cittadina del mondo, mi permetto di dire che Mario Draghi è una persona di grande cuore. Che di fatto e in modo sincero ha aiutato e aiuta l’Ucraina parlando con dignità e responsabilità agli occhi del mondo a nome di tutti gli italiani, sia dei suoi sostenitori che dei suoi oppositori. Draghi da leader e professionista sa e capisce che la storia si scrive adesso anche per l’Italia”, ha esordito la vicepremier.

“Noi siamo amici del popolo italiano, il cui supporto è per l’Ucraina importante tanto quanto quello del Governo”, ha continuano Iryna Vereshchuk e dalle sua parole trapelava tutta l’incertezza di un popolo che da un momento all’altro potrebbe non più far affidamento su un alleato così importante.

“Io ricordo come Mario Draghi ci ha sostenuti nel percorso alla candidatura all’adesione all’Ue e come ci ha appoggiato venendo qui. Non dimentico i cortei di migliaia di persone svoltisi in Italia a sostegno dell’Ucraina, le case aperte dagli italiani per accogliere i nostri sfollati, gli aiuti economici inviati dalla gente. Sono gesti di umanità che devono continuare”.

Tuttavia, se il governo ucraino non accetta proprio la crisi di governo nostrana giudicandola negativamente, riceve però carta bianca dal resto dell’Occidente rispetto al suo operato delle volte poco cristallino. Un po’ come quando Zelensky ha deciso di licenziare Naumov Andriy Olehovych, ex capo del Dipartimento principale della sicurezza internazionale del servizio di sicurezza dell’Ucraina, e Kryvoruchko Serhiy Oleksandrovych, ex capo dell’Ufficio del servizio di sicurezza dell’Ucraina nella regione di Kherson, in quanto traditori, senza fornire, però spiegazioni o giustificazioni rispetto alle azioni dei due, definiti anche “antieroi”.