Fuori dal mondo per 40 anni: l’assurda storia di Rita, una vita da prigioniera

La storia incredibile di Rita è diventata famosa in tutto il mondo. Una donna che per 43 anni non è uscita fuori. Una storia atroce, che emerge dopo tanto tempo.

Rita ha partorito, amato ed è stata a soffrire per 43 anni della sua vita, isolata dal mondo: ecco la sua assurda la storia.

rita isoalta
Foto da Canva

E’ assurda la storia di Rita, una donna che tra gli anni Venti e gli anni Ottanta, era isolata dal mondo. La vicenda proviene dal Brasile e qui Rita ha passato 43 anni della sua vita isolata a causa della malattia di Hansen, detta comunemente lebbra. Una pratica a quei tempi molto utilizzata nel paese e che oggi emerge con storie davvero insolite e dolorose.

La storia di Rita: 43 anni in carcere, senza uscire, dove ha amato, sofferto e partorito

A quei tempi il governo brasiliano, per isolare le persone affette da questa malattia, nascondeva le persone in colonie ospedaliere, dette anche lebbrosari. I pazienti venivano completamente strappati via dalle loro famiglie e da tutto burlo che avevano. Una volta usciti da qui i pazienti non avevano più nulla e nella società, a causa dei segni lasciati dalla malattia, venivano visti come reietti umani e stigmatizzati.

Anche Rita è stata parte di una di queste vicende. Proprio per timore di essere messa da parte, dopo l’isolamento, continuò a vivere nell’Hospital Colonia do Curapit, nel quartiere Jacarepaguà di Rio de Janeiro. Oggi Rita Cassia ha 63 anni, ma ne aveva 20 quando decise di passare il resto dei suoi giorni fuori dal mondo.

 rita
Foto da Canva

A raccontare la storia di Rita è la scrittrice Marie Declercq che si sofferma su questo episodio davvero incredibile e che ha riguardato l’intera vita di una donna. Una storia iniziata quando la donna era incinta e proprio durante un controllo presso l’Hospital do Servidor di Rio de Jainero, la dottoressa notò una macchia sulla pelle. I risultati erano chiari: aveva la lebbra. Rita fu allontanata, bandita.

“Quando sono entrata nell’enorme complesso di Curupaiti, ero una donna bellissima. Ci sono entrata senza sapere cosa mi stesse succedendo—non avevo avuto risposte dalla dottoressa, ero lì perché mi ci avevano mandato. Una ragazza in camice bianco mi ha chiesto cosa facessi lì. Piangevo. Ero terrorizzata”. Una settimana dopo il travaglio, il parto e nessuno che le desse in braccio la figlia, nata sana. “Ho potuto solo guardare il suo viso da dieci metri di distanza perché un’infermiera era dispiaciuta per me, e me l’ha mostrata. È stato allora che ho scoperto che avevo la lebbra”.

Solo in un secondo momento ha potuto vedere la figlia. Ora Rita è nonna, la sua malattia svanita, ma ha perso un modo per 40 anni, rimanendo chiusa nel lebbrosario.