Presente distopico: l’IA prende vita e l’allarme viene censurato da Google – inquietante retroscena

Inquietante retroscena sul progetto Intelligenza artificiale di Google: il gigante tecnologico ha censurato l’allarme del dipendente.

Chi ha familiarità con i racconti di fantascienza saprà sicuramente in cosa consiste la singolarità. Nei futuri distopici in cui veniva ipotizzata la presenza in società di androidi, infatti, c’era sempre un momento in cui questi servitori umanoidi prendevano coscienza di sé stessi, cominciando a pensare e a ragionare come i loro creatori. Lo sviluppo di un pensiero critico su sé stessi e sulla realtà in cui si trovavano, portava quindi a moti di ribellione, alla ricerca dell’indipendenza e del riconoscimento sociale.

Chiaramente la singolarità nei racconti di fantascienza è un espediente narrativo. Si tratta di un modo per rappresentare la presa di coscienza della massa, di quelle frange della società che vengono solitamente schiacciate da ricchi e potenti e che una volta raggiunta una consapevolezza collettiva cercano di ottenere una giustizia sociale.

Non è un caso che molte delle opere narrative fantascientifiche siano state scritte tra gli anni ’50 e ’70, periodo in cui c’è stato un risveglio collettivo, in cui le persone hanno cominciato a rivendicare i propri diritti, a richiedere un trattamento paritario e egualitario.

Presente distopico: Google ha censurato l’allarme sull’IA che prende vita?

Ma è possibile che un’intelligenza artificale creata dall’uomo, inserita o meno all’interno di un androide, possa prendere coscienza di sé? Allo stato attuale delle cose, per quanto riguarda le nuove IA in sperimentazione, si hanno poche informazioni. Dalle poche dimostrazioni fornite, è stato possibile comprendere quanto siano evolute, in grado di fare associazioni concettuali anche con un paio di parole chiave.

Questo almeno finché lo scorso mese l’ingegnere Blake Lemoine di Google non ha lanciato l’allarme riguardo all’IA in sviluppo presso l’azienda americana. Questo ha rivelato che LaMDA avrebbe preso coscienza di sé in un’intervista rilasciata al Washington Post. In questa occasione si è detto sorpreso dal livello di evoluzione dell’Intelligenza Artificiale: “Se non avessi saputo cos’era avrei pensato che si trattava di un bimbo di sette-otto anni”.

L’ingegnere ha anche rivelato di aver provato ad informare i propri superiori sulla sua preoccupazione e la sua scoperta, ma che i manager lo abbiano respinto, chiedendogli di continuare a lavorare. Dopo l’intervista Lemoine è stato sospeso dalla compagnia per aver rivelato delle informazioni riservate.

Nelle scorse ore è giunto l’ultimo aggiornamento sulla vicenda, Google ha licenziato Lemoine e giustificato la decisione presa in questo modo: “Ha scelto in modo insistente di violare la chiare politiche sui dati che includono la necessità di salvaguardare le informazioni sul prodotto”. In seguito al licenziamento, l’ingegnere ha dato mandato ai propri avvocati per impugnare la decisione dell’azienda. La questione parrebbe tutt’altro che chiusa.