Quanto costa un panino? In Italia è tutta questione della città in cui lo ordini

Città che vai, panino che trovi. Ma non sono solo gli ingredienti a cambiare, occorre infatti prestare attenzione anche al prezzo, che da nord a sud può subire variazioni decisamente importanti

Se da un lato l’alimento per eccellenza ‘sfruttato’ come metro di misura dei prezzi nelle varie regioni italiane è il caffè, anche il ‘panino’ può rappresentare una valida alternativa. Sia in tempi antecedenti la pandemia di Covid che con l’inflazione alle stelle provocata dal Coronavirus da una parte e dalla guerra in Ucraina dall’altra, mangiare il classico panino per la pausa pranzo può avere costi davvero molto differenti ed in alcuni casi si può arrivare a pagarlo tre volte tanto tra una città e l’altra.

Rapporto ristorazione 2021
Prezzi dei panini, le città italiane nelle quali si spende di più

I numeri vengono annualmente riportati dalla Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi di Confcommercio) nel “Rapporto Ristorazione” ed analizzando l’ultimo, del 2021, è possibile capire meglio quanto si debba sborsare per un panino farcito al bar.

Prezzi dei panini, le città italiane nelle quali si spende di più

Non è solo la città a ‘fare il prezzo’ ma anche il luogo nel quale i bar sono collocati, con variazioni importanti a seconda che si tratti di località turistiche o centri storici da una parte e periferie o piccole città dall’altra. A pagina 88 del Rapporto, dunque, è possibile avere un quadro più chiaro della situazione, guardando i valori medi in euro rilevati a dicembre 2021 nei vari capoluoghi di provincia italiani, con una forbice che va dai 1,67 fino
a 4,78 euro.

Un divario importante dunque, ma dove si spende meno? A Terni dove non si spendono neanche due euro per un panino farcito mentre ordinarne uno a Lecco e nella vicina Como può portare a dover sborsare quasi 5 euro. Le altre città nelle quali si spendono oltre 4 euro sono Brescia (4,30), Lodi (4,01), Milano (4,38 euro), Novara (4,19), Pordenone (4,40), Reggio Emilia (4,56), Trento (4,59), Udine e Varese (4,17 e 4,47). A dimostrazione del fatto che nel nord Italia il panino costa, e non poco.

Dove si spende meno per un panino

Guardando invece ai prezzi più bassi, inferiori ai 3 euro, il Rapporto Ristorazione 2021 è eloquente: le città nelle quali si spende meno per una rosetta al prosciutto o farcita con salame o mortadella, sono Arezzo (2,02), Ascoli Piceno (2,82 euro), Cagliari (2,87), Cosenza (2,29); e poi Ferrara, Firenze e Forlì con, rispettivamente, 2,06 – 2,63 e 2,65 euro.

Prezzi bassi anche a Gorizia e Grosseto dove si mangia un panino con 2,34 e 2,58 euro. Mentre a Livorno lo scontrino sarà di 2,95 euro e a Messina di 2,28. Tante altre città vantano prezzi accessibili come Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Piacenza e Pistoia ma anche Reggio Calabria, Siena, Verona e Vicenza. I valori sono per tutte compresi tra 2 e 3 euro.

Prezzi aumentati ulteriormente dopo la pandemia
Dove si spende meno per un panino

Il confronto con il 2019

Infine una curiosità: confrontando le tariffe riportate nell’ultimo rapporto con quelle del 2019, ovvero del periodo pre-pandemia, si possono anche rilevare lievi ma sostanziali aumenti di prezzi un pò in tutte le città. Solo per fare un esempio per mangiare un panino sul lago a Lecco si spendevano in media 4,69 euro (ora 4,78) mentre a Terni si è passati da 1,60 a 1,67 euro.