Google Maps, ma come fa a sapere se c’è traffico? La spiegazione che non ti hanno mai dato

Quanti di noi hanno già usato Google Maps! Ma come fa a prevedere il traffico che si incontrerà lungo la strada?

Come già saprete Google Maps include diverse tipologie di percorso che si differenziano in base al colore. Infatti, i percorsi verdi, gialli e rossi stanno ad indicare se il traffico è libero, lento o altamente congestionato.

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Foto da Canva

Queste informazioni sono di grande aiuto quando si cerca di determinare la strada più veloce per raggiungere la propria destinazione. Ma come fa Google a conoscere le condizioni del traffico tra il luogo in cui ci si trova e quello in cui si sta cercando di andare? Continuate a leggere per scoprirlo.

Il traffico secondo Google Maps

Google Maps basa le sue visualizzazioni del traffico e le raccomandazioni di percorsi più veloci su due diversi tipi di informazioni. Le prima riguardano i dati storici sul tempo medio di percorrenza di un particolare tratto di strada in orari specifici e in giorni specifici. Mentre le seconde includono i dati in tempo reale inviati dai sensori e dagli smartphone che segnalano la velocità con cui le auto si muovono in quel momento.

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Le prime versioni di Google Maps si basavano solo sui dati provenienti dai sensori di traffico. La maggior parte di questi erano installati prevalentemente da aziende private specializzate nella compilazione di dati sul traffico. Utilizzando la tecnologia radar i sensori sono in grado di rilevare le dimensioni e la velocità dei veicoli in transito e di trasmettere tali informazioni in modalità wireless a un server. I dati provenienti da questi sensori possono essere utilizzati per fornire aggiornamenti sul traffico in tempo reale e, una volta raccolti, le informazioni diventano parte dei dati storici utilizzati per prevedere il volume del traffico in date future.

Tuttavia, i dati dei sensori erano in gran parte limitati alle autostrade e alle strade primarie. Questo perché i sensori erano in genere installati solo sulle strade più trafficate o a rischio di traffico. Le cose sono cambiate nel 2009, quando Google ha deciso di migliorare l’accuratezza delle sue previsioni sul traffico. Quando gli utenti di telefoni Android accendono l’applicazione Google Maps con la posizione GPS abilitata, il telefono invia a Google, in forma anonima, alcuni dati che consentono all’azienda di sapere a che velocità si muovono le loro auto.

Google Maps combina continuamente i dati provenienti da tutte le auto in circolazione e li restituisce attraverso le linee colorate sui livelli di traffico. Man mano che un numero sempre maggiore di automobilisti utilizza l’applicazione, le previsioni sul traffico diventano più affidabili. Questo perché Google Maps può considerare la velocità media delle auto che viaggiano lungo lo stesso percorso senza interpretare in modo errato le varie soste degli automobilisti come un ingorgo. Se Google Maps non dispone di dati sufficienti per stimare il flusso di traffico per un particolare tratto di strada, quel tratto apparirà in grigio nel livello del traffico.