Completamente nudo sul palco – Flea e l’incendiaria esibizione dei Red Hot Chilli Peppers a Woodstock

Stupri, violenza, incendi e follia, Woodstock ’99 è stato l’evento più controverso della musica moderna ed i Red Hot Chilli Peppers hanno avuto un ruolo centrale in quell’evento “infernale”.

Grazie all’interessante documentario in tre puntate prodotto da Netflix, anche i giovani che non hanno potuto assistere a ciò che è capitato a Woodstock nel 1999 possono farsi un’idea del perché venga considerato oggi uno dei punti più bassi della musica internazionale. In alcuni articoli si è letto addirittura che quel Woodstock ha rappresentato il “Giorno in cui la musica è morta”. In due precedenti articoli via abbiamo parlato già degli episodi di violenza che si sono scatenati tra il pubblico, del catcalling e degli insulti ricevuti durante l’esibizione da Sheryl Crow, di come i Limp Bizkit abbiano aizzato la folla a non rispettare le regole, non immaginando che quell’invito fosse preso alla lettera.

In aperto contrasto con lo spirito originario del Festival nato negli anni ’60, in cui la musica era veicolo di pace e amore ed in cui gli artisti fungevano da tramite per un messaggio positivo, nel ’99 l’aria che si respirava era quella dell’odio e della violenza. Sin dai primi giorni erano stati segnalati tafferugli, risse, abusi ai danni delle ragazze. Nell’area del concerto c’erano ammassati oggetti di ogni tipo, c’era spazzatura e sporcizia ovunque, sembrava di essere all’interno di una discarica.

Una follia collettiva che alla fine ha portato all’arresto di 44 persone e a causa della quale oltre 10.000 persone sono rimaste ferite. L’apice di quel lungo weekend di follia è arrivato proprio durante l’esibizione dei Red Hot Chilli Peppers. Ironicamente la loro esibizione è cominciata con un omaggio a Jimmy Hendrix: la sorella dell’iconico chitarrista gli aveva chiesto di suonare il brano ‘Fire’, quello che nell’edizione del ’69 Hendrix aveva concluso incendiando la propria chitarra.

Omaggio tristemente ironico abbiamo detto, sì perché proprio mentre i Red Hot cominciavano ad esibirsi in fondo all’area concerto, lì dove c’erano le tende, cominciava a vedersi il fumo proveniente da alcuni focolai d’incendio. Sul palco gli artisti californiani si sono resi conto del fumo, ma non hanno capito di cosa si trattava ed hanno continuato a suonare. La scelta di suonare proprio ‘Fire‘ davanti agli incendi appena scoccati è sembrata volontaria ed il gruppo è stato aspramente criticato, come se il brano volesse essere un incitamento a dare fuoco a tutto.

Red Hot Chilli Peppers, Flea si esibisce completamente nudo: il motivo della scelta

Accusati pubblicamente di aver voluto aizzare la folla, gli artisti californiani hanno spiegato che l’omaggio a Hendrix era già in scaletta ed era stato concordato con la sorella dell’artista scomparso. Si trattava infatti del trentennale di quell’esibizione storica e i RHCP erano sembrati a Janie Hendrix il gruppo perfetto per riportare sul palco di Woodstock la musica del fratello.

Un altro aspetto controverso dell’esibizione dei RHCP di quell’anno è stata la scelta del bassista Flea di esibirsi completamente nudo. Il gruppo era divenuto noto in un primo momento proprio perché si esibiva senza vestiti, con un solo calzino a coprire il membro maschile. Scelta di stile che era stata portata avanti anche quando è arrivato il successo, solo che al posto del calzino i membri del gruppo utilizzavano le mutande.

Nel 1999 i Red Hot erano già un gruppo di fama internazionale e l’uscita dell’album ‘Californication‘ li aveva consacrati come star del rock. Durante il tour le esibizioni vedevano chitarrista (il rientrante John Frusciante) e bassista a petto nudo, ma con il pantaloni sotto, batterista (Chad Smith) con gilet e pantaloncini e frontman, Anthony Kiedis, totalemtne vestito per poi togliere camicia o maglietta nel momento clou del concerto.

Insomma la nudità non era un’assoluta novità per i RHCP, ma mai prima di Woodstock ’99, Flea aveva deciso di esibirsi con il nudo integrale davanti a 200,000 persone. Il perché di quella decisione il bassista l’ha svelato anni dopo durante un’intervista rilasciata al grande Larry King. Il conduttore gli chiese perché avesse deciso di denudarsi e lui ha risposto: “Penso che all’epoca mi sembrasse una buona idea… Ah ma quella è Woodstock e se c’è un posto in cui puoi toglierti i vestiti quello è Woodstock”.