Il più antico antenato dell’uomo? È una mostruosa creatura “rugosa e senza ano”

I ricercatori lo hanno descritto come un sacco appuntino e rugoso, rilevando l’assenza di ano e dandogli un nome. Si tratterebbe del più antico antenato dell’uomo

Il mondo delle scoperte scientifiche non smette mai di stupirci e quella fatta da un team di paleontologi è davvero sorprendente, tanto più perchè legata a doppio filo con la specie umana. Sarebbe stato infatti scoperto quello che, almeno ad oggi, può essere definito il più antico antenato dell’uomo, un prezioso tassello aggiunto al grande puzzle riguardante l’evoluzione della vita sulla Terra. Per descriverlo con parole semplici e comprensibili da tutti, gli scienziati hanno descritto la creatura trovata in un fossile, come una “borsa rugosa, un sacco appuntito e sprovvisto di ano” al quale hanno dato il nome di Saccorhytus coronarius.

Saccorhytus coronarius
Scoperto il più antico antenato dell’uomo: ha una grande bocca ma nessun ano

Ma di cosa si tratta? Di un microorganismo che ha, per l’appunto, una forma a sacco ed una specie di corona intorno alla bocca, trovato nel corso di una serie di scafi condotto in Cina, nella provincia dello Shaanxi; qui, dentro a delle rocce sedimentarie, i paleontologi hanno rinvenuto 45 mini fossili, delle dimensioni inferiori a quelle di un chicco di riso. Ma a dispetto della loro piccolezza sarebbero imparentati, seppur alla lontana dato che si tratta di creature che hanno abitato la Terra 540 milioni di anni fa, con i vertebrati.

Scoperto il più antico antenato dell’uomo: ha una grande bocca ma nessun ano

I dettagli della scoperta si trovano in un articolo sulla rivista Nature, avanzando anche l’ipotesi della lontana parentela con l’uomo. Ciò che è stato rilevato è anzitutto la particolare forma di questi organismi, simili nell’aspetto a piccole maschere con una grande ‘bocca’ o meglio un buco al centro. Intorno ad esso erano presenti delle rugosità, una caratteristica che consentiva all’organismo di catturare prede di ridotte dimensioni per cibarsene.

Sono poi stati individuati altri due fori, che potrebbero sembrare degli occhi ma che, data l’assenza di un ano, potrebbero essere invece dei sistemi per l’espulsione dei rifiuti. Gli esperti di deuterostomi, categoria della quale il Saccorhytus fa parte, ritengono che in seguito tali aperture andarono a cambiare trasformandosi poco alla volta nelle attuali branchie dei pesci e, incredibile ma vero, nelle orecchie per quanto riguarda l’uomo.

I dettagli
La duplice importanza della scoperta

La duplice importanza della scoperta

L’importanza di questo ritrovamento è duplice: infatti va a colmare un vuoto che esisteva nelle scoperte riguardanti la categoria di organismi noti come Deuterostomes. Ad essa appartengono organismi chiamati hemichordata, cordati ed echinodermi e, come spiegano gli esperti in materia, fu nel Cambriano che avvenne una diversificazione di tale categoria in un fitto numero di gruppi. Ma ad oggi l’origine della diversificazione non era stata mai identificata e ci si era limitati ad una ricostruzione della storia della categoria e allo studio delle varie differenze genetiche.