Soldati attaccano una scuola elementare: morti almeno 7 bambini | Gli elicotteri sparano in una guerra dimenticata

Diversi elicotteri del regime ha attaccato una scuola in Birmania uccidendo almeno 7 bambini. Ma i numeri della strage potrebbero salire ancora. 

Malgrado l’agenda politica e mediatica non ne parli, in Birmania la situazione resta altamente critica. Il 2 settembre, infatti, l’ex leader del paese Aung San Suu Kyi ha subito una nuova condanna di tre anni di carcere, con lavori forzati, per frode elettorale che si vanno a sommare ai già diciassette che deve scontare. San Suu Kyi era stata deposta con un colpo di stato da parte dell’esercito birmano il 1 febbraio 2021.

Attacco in Birmania
Fonte: Twitter

L’accusa rivolta all’ormai ex leader era sempre di presunta frode elettorale per le elezioni politiche del novembre 2020. Il partito di San Suu Kyi aveva vinto le elezioni contro il Partito per la solidarietà e lo sviluppo dell’Unione (USDP), sostenuto, invece, dai militari che hanno sin da subito gridato al broglio elettorale, prima di organizzare il golpe.

Da allora, però, il popolo birmano si ritrova a sopravvivere sotto un regime autoritario e dispotico. Il generale Hlaing, una volta preso il potere, aveva promesso un processo di democratizzazione del Myanmar che non è mai avvenuto però. I dissidenti e gli oppositori politici continuano ad essere arrestati e in un anno di governo militare sono morte, ma potrebbero essere in realtà molte di più, 1500 persone.

La Birmania in questo momento è una bomba a orologeria, pronta a scoppiare in qualsiasi momento a causa della gravissima crisi politica, sociale ed economica che sta attraversando il paese. I dissidenti, infatti, vicini a Aung San Suu Kyi, continuano a combattere e a protestare contro il generale Hlaing, conducendo di fatto una guerriglia urbana che non risparmia nessuno, nemmeno i bambini.

Elicotteri sopra una scuola: il bilancio della libertà che conta i suoi morti

Diversi elicotteri militari hanno attaccato una scuola nel centro-nord del Paese. Non è la prima volta che il regime di Hlaing compie diversi attacchi. Ne sono stati registrati 260, ma questo sarebbe il più grave di tutti. Il numero dei morti è impietoso. Sarebbero rimasti uccisi 7 bambini e 6 adulti, tra cui un amministratore dell’istituto e un operatore umanitario, come riportato dal ‘Guardian’.

Morti 7 bambini

Due dei quattro elicotteri governativi Mi-35 provenienti da nord del villaggio di Let Yet Kone a Tabayin, più o meno a 110 km a nord-ovest di Mandalay, avevano proprio come obiettivo la scuola. L’edificio si trova all’interno di un complesso del monastero buddista del villaggio e conta 240 studenti tra asilo ed elementari.

Gli elicotteri hanno sparato con mitragliatrici e armi più pesanti, mentre l’amministratrice della scuola Mar Mar cercava di portare gli studenti in salvo. Ma non c’è stato il tempo di raggiungere il nascondiglio. L’obiettivo dell’attacco aereo, però, non erano bambini, vittime collaterali, ma i ribelli nascosti nel villaggio. “Gli alunni non hanno fatto nulla di male, non avrei mai pensato che sarebbero stati colpiti dalle mitragliatrici”, ha spiegato l’amministratrice della scuola, Mar Mar, sempre al Guardian.

Scuola sotto attacco
Fonte: Twitter

I militari hanno sparato per un’ora dall’alto, distruggendo qualsiasi cosa, poi sono entrati all’interno dell’edificio sparando e intimando a tutti di uscire. 30 alunni avevano ferite sulla schiena, sul viso e sulle cosce e alcuni avevano anche perso degli arti, ha spiegato Mar Mar. Ma non solo. I soldati hanno catturato una ventina di persone tra bambini e insegnanti e due di loro farebbero parte della Forza di Difesa Popolare antigovernativa. Si tratta della resistenza armata dell’esercito che continua la sua lotta silenziosa.