Proteste in Iran, dopo la morte di Mahsa Amini arriva un commando speciale: sono tutte donne

Il governo iraniano, dopo l’uccisione di Mahsa Amini per una ciocca di capelli fuori posto, ha schierato un’unità di commando di polizia tutta al femminile nel tentativo di interrompere le proteste degli ultimi giorni.

In Iran sono giorni tesi e complicati: l’uccisione di Mahsa Amini, la giovane ragazza originaria del Kurdistan picchiata a morte dalla polizia religiosa, ha scoperchiato un vaso di Pandora che ribolliva al suo interno. Per questa sorta di buon costume, Mahsa aveva infranto la legge coranica indossando male lo hijab, ma un’ora di “rieducazione” si è trasformata in un brutale omicidio che le donne iraniane non hanno potuto e non vogliono più accettare.

Proteste in Iran

Già durante i funerali della 22enne a Saghez, città natale della ragazza, molte donne hanno protestato. C’è stata chi si è tolta il velo, sfidando apertamente il governo dell’ultraconservatore Ebrahim Raisi, e chi ha manifestato di fronte alla sede del governo locale. Ma da allora, malgrado i tentativi del regime di reprimere le proteste con la violenza, l’Iran è piombato nel caos dopo la morte di Mahsa Amini.

Molte ragazze iraniane stanno anche usando Instagram per riportare sotto i post delle donne più importanti e influenti, come Chiara Ferragni e Giorgia Soleri, le atrocità di questi giorni e la libertà che viene sistematicamente negata a tutte le donne a causa delle rigide leggi islamiche. A Teheran dopo gli scontri con la polizia, almeno 26 persone sono state uccise. Ma la feroce Guardia Rivoluzionaria iraniana non starà ferma a guardare un paese che si ribella e rivendica i diritti delle donne e ha già giurato una repressione ancora più feroce.

Il commando di polizia femminile dell’Iran: donne contro donne per la sopravvivenza

Come riportato dal quotidiano inglese ‘The Sun’, l’Iran avrebbe schierato un’unità d’élite di polizia composta da sole donne nel tentativo di fermare le proteste. Molte donne stanno mettendo in questi giorni seriamente in crisi il regime, disobbedendo e bruciando il velo al grido di “morte al dittatore”.

Mahsa Amini
Fonte: Facebook

Le donne sono state accolte nelle forze dell’ordine iraniane, per la prima volta dalla rivoluzione del 1979, nel 2003. Si stima che siano all’incirca 7.000 le poliziotte che lavorano per il governo iraniano. E ora si trovano a svolgere uno dei compiti più ardui della loro carriera: formare un commando di polizia speciale per reprimere quelle donne che stanno manifestando per la loro libertà.

Come riportato sempre dal ‘Sun’, l’unità lavorerà sotto copertura, infiltrandosi nelle proteste e prendendo di mira i leader delle proteste. Ma non solo. Le poliziotte potrebbero anche mandare le donne al patibolo. L’Iran si riserva tutto il diritto di condannare a morte i manifestanti anti-governativi.

Commando femminile polizia iraniana

Ebrahim Raisi è conosciuto come “The Butcher“, il macellaio. Avrebbe ordinato di torturare donne incinte, far gettare prigionieri da scogliere e far frustare persone con cavi elettrici, Ma questi sono solo alcuni degli innumerevoli atti brutali di cui si è macchiato. La leader del commando speciale, il colonnello Heydari, ai media locali ha spiegato che la sua unità è stata schierata per affrontare i manifestanti.

“Vogliamo portare la pace”, ha detto, come riportato dal Sun. “Mi dispiace vedere altre donne compiere azioni illegali durante le proteste.Siamo qui per contrastarle secondo i valori islamici“. Il colonnello Heydari ha inoltre aggiunto che la loro prima missione era stata individuare i leader alla testa delle proteste e fotografare chiunque fosse stato visto violare le regole del regime o fosse sospettato di fomentare le proteste.