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Sommersa da 7mila tonnellate di rifiuti, non riconoscerete mai questa città | Vi diamo un indizio: non è né Roma né Napoli

Le foto della capitale fanno il giro del mondo generando indignazione, ma la risoluzione del problema sembra essere più che lontana

Immondizia accumulata per le strade, tonnellate, per la precisione, cattivo odore e pantegane: sono scene, queste che a vederle sembrerebbe di stare in alcune città italiane.

Foto Ansa

E invece ci troviamo a Parigi, dove lo sciopero dei netturbini a seguito dell’approvazione in Commione della riforma delle pensioni proposta dal governo Macron sta mandando in confusione l’intera città.

Le proteste vanno oramai avanti da giorni e non sembrano avere intenzione di arrestarsi.

Ecco cosa sta succedendo.

7mila tonnellate di rifiuti: caos nella capitale, lo sciopero continua

Stando alle stime fornite dalle autorità locali sarebbero ormai oltre 7mila le tonnellate di rifiuti accumulate per la rue parigine.

Il motivo? Lo sciopero indetto dai netturbini nove giorni fa a seguito della riforma delle pensioni proposta dal governo Macron, che ha deciso di innalzare l’età pensionabile da 62 a 64 anni.

Quella dei netturbini è solo una delle tante categorie che ha deciso di manifestare contro l’innalzamento dell’età pensionabile, e nessuna di queste sembra avere intenzione di interrompere le proteste.

I lavori del settore della pulizia urbana hanno infatti reso noto di voler proseguire lo sciopero per altri 5 giorni, segno di un malcontento generale e di una volontà di non scendere a compromessi.

La situazione è talmente andata fuori controllo, fra cattivi odori, montagne di immondizia e topi nella città che nella giornata di ieri il ministro degli interni Gérald Darmanin ha richiesto alla polizia parigina di costringere i lavoratori ad interrompere lo sciopero senza tuttavia avere minimamente successo.

Foto Ansa

Da parte della sindaca Anne Hidalgo, invece, arrivano segnali di supporto nei confronti dei lavoratori, dichiarando come l’unica via di risoluzione sia quella di un “dialogo sociale” fra il governo e le parti sociali in causa.

La prima cittadina è stata anche ammonita da parte del ministro degli Interni per essersi rifiutata di precettare i netturbini nonostanti gli enormi disagi causati.

Intanto dalla Commissione è arrivato l’ok sull’innalzamento dell’età minima per lasciare il lavoro a 64 anni, facendo aumentare ulteriormente la tensione in tutta la Francia e, in particolare, a Parigi.

Anche nel settore dell’energia gli scioperi stanno causando forti disagi.

Un momento della protesta contro la riforma delle pensioni del 19 gennaio a Parigi, 31 gennaio 2023 – Foto Ansa

Come riportato dall’Ansa, infatti, continuano ad arrivare denunce per sospensione mirata dell’erogazione di elettricità da parte dei dipendenti degli enti.

Clamoroso fra questi il caso di Bruno Retailleau, capogruppo al Senato della destra dei Républicains, che ha subito un black out mirato presso il suo domicilio.

Non sono mancati i disagi anche nel settore dei trasporti, con i lavoratori a braccia incrociate che hanno fatto cancellare diversi voli alle compagnie aeree.

Anche la consegna del carburante nelle stazioni di rifornimento ha fatto registrare diversi ritardi.

In tutto sono 200 le manifestazioni indette dai sindacati in tutta la città alla vigilia dell’approvazione della riforma in Parlamento, e le proteste continuano ad infiammare la capitale che potrebbe vivere ulteriori disagi a seguito dell’approvazione.

Anche sui social sono arrivati segnali di condanna:

“È una vergogna – ha twittato la componente della commissione Mathilde Panot, capogruppo all’Assemblée Nationale de La France Insoumise – 10 parlamentari votano a porte chiuse 2 anni di galera per tutta la popolazione francese.”

Il voto in Senato e Assemblea Nazionale è atteso per la giornata di oggi.
Martina De Marco:
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