Da Sanremo al Super Bowl, gli interpreti della lingua dei segni sono il vero spettacolo – VIDEO

Da Sanremo al Super Bowl americano, su internet gli utenti impazzano per gli interpreti della lingua dei segni, i veri “super eroi” di questi due eventi

Tanto l’Italia quanto gli Stati Uniti sono stati protagonisti di due fra gli eventi più attesi dell’anno: Sanremo e il Super Bowl.

interpreti-lis-non-udenti-sanremo-super-bowl

Seppur totalmente diversi anche per la loro natura (il Super Bowl è un evento principalmente sportivo), la loro attesa unisce tutti, anche chi, pur essendo non udente, non vuole perdersi questi due appuntamenti e la loro spettacolarità.

Per questo sia negli States che in Italia alcuni interpreti sono stati incaricati per interpretare, appunto, da un lato i brani in gara a Sanremo e dall’altro quelle di Rihanna al Super Bowl, la super ospite che quest’anno ha aperto l’evento in modo a dir poco spettacolare.

Un compito decisamente non facile considerando che le esibizioni canore sono, in realtà, delle vere e proprie performance.

Nonostante la difficoltà di far arrivare il messaggio, però, i lis performer non solo sembrano essere riusciti nel loro intento (sta infatti ai non udenti giudicare), ma hanno fatto impazzire il web che si è appassionato tantissimo nel seguire le re-interpretazioni.

Da Sanremo al Super Bowl gli interpreti LIS diventano virali: il pubblico li ama

Partendo dalla realtà nostrana, in Italia sono 14 i Lis performer ingaggiati dalla Rai con il compito di “tradurre”, appunto, nella lingua dei segni le canzoni in gara.

Fra le traduzioni più apprezzate sale indubbiamente sul podio quella del brano di Rosa Chemical “Made in Italy”.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Luciana Littizzetto (@lucianinalittizzetto)

Come si può vedere dal video, infatti, l’interprete (nonché performer) è riuscito a rendere alla perfezione l’atmosfera che si è creata all’Ariston e che ha voluto trasmettere il cantante.

Ma non solo.

rosa-chemical-lingua-segni
(RaiPlay)

Il “Sanremo accessibile” di Rai Pubblica Utilità è arrivato anche al Fantasanremo, dove è stato inserito il “Bonus Lis” che fa guadagnare punti a ogni artista che ringrazia l’orchestra nella lingua dei segni.

Anche negli Stati Uniti l’apprezzamento per gli interpreti LIS non si è fatto attendere.

Durante ogni finale del campionato della National Football League viene invitata un’artista o un artista di rilievo.

Quest’anno la “super ospite” è stata Rihanna, che ha sorpreso tutti non solo con una coreografia pazzesca nella quale hanno preso parte centinaia di ballerini, ma anche mostrando il pancione.

Una doppia sorpresa per i suoi fan, che hanno atteso moltissimo tempo per rivedere un suo live e, soprattutto, non si aspettavano che dopo il figlio avuto con Asap Rocky Rihanna fosse nuovamente in dolce attesa.

Una performance, ad ogni modo, memorabile, che l’organizzazione del Super Bowl ha voluto ovviamente rendere più inclusiva attraverso i LIS performer, che hanno avuto un compito decisamente non facile: quello di rendere a pieno la forza di una cantante con Rihanna.

Ma il compito è riuscito alla perfezione, anzi, ben al di là di ogni aspettativa.

La performance dell’interprete LIS ha infatti fatto il giro del web, con gli utenti che sono letteralmente impazziti con lo stile con cui è stata realizzata, che rende onore allo stile di Rihanna:

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Saint Hoax (@sainthoax)

L’interprete LIS è Justina Miles che, come titola la CNN, ha rubato davvero la scena al Super Bowl.

La ragazza, originaria di Filadelphia, gira gli Stati Uniti per tradurre nella lingua dei segni moltissimi eventi e spettacoli in collaborazione con l’Associazione Nazionale dei sordi statunitense.

lingua-segni-super-bowl-justina-miles

Justina è anche una studentessa di infermieristica nonché una cheerleader alla Bowie State University nel Maryland.

Una performance degna di nota, come anche quella italiana, che ci dimostra come l’arte riesca a raggiungere tutti.

Impostazioni privacy