“1500 euro al mese per tutti, ricchi e poveri”: l’idea rivoluzionaria | Da dove arrivano i soldi?

Le affermazioni di Grillo durante il suo spettacolo “Io sono il peggiore di tutti” fanno tornare in auge, nuovamente, il dibattito su quello che viene impropriamente definito un “reddito di cittadinanza per tutti”, ma che di fatto è il reddito universale. E alla domanda su dove prenderebbe i soldi, sembra avere le idee chiare

Torna nuovamente a provocare con ironia dai palchi Beppe Grillo, che ieri sera è tornato in scena al teatro Mancinelli di Orvieto con lo spettacolo “Io sono il peggiore di tutti”.

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Soldi, soldi, soldi

Fra gli spettatori presenti anche l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il presidente dell’INPS Pasquale Tridico e l’ex presidente della Camera Roberto Fico.

Fra i temi sciorinati sul palcoscenico del teatro della città umbra anche quello del reddito di cittadinanza, che Grillo rilancia in chiave ancora più espansiva, proponendo di erogarlo chiunque.

Un tema, questo, quanto mai caldo a livello internazionale, e che torna nuovamente in auge in Italia, sebbene sia di fatto improprio parlare di reddito di cittadinanza in questi termini.

L’istituto cui fa riferimento Beppe Grillo aderisce, in realtà, alle caratteristiche del reddito base universale, definito tale proprio a fronte dell’assenza di requisiti per poterlo richiedere, compreso il reddito o la situazione lavorativa.

E su quali siano le “fonti” economiche dalle quali poter attingere per finanziarlo, Grillo sembra avere le idee chiare.

Reddito di base universale: da dove arrivano i soldi? La proposta di Grillo

Come poc’anzi anticipato il reddito di base è universale proprio in quanto viene versato senza requisiti, è incondizionato non essendo appunto legato a nessuna condizione iniziale e dunque finalizzato a far vivere a tutti una vita dignitosa.

Ne abbiamo parlato in modo approfondito in questo articolo, nel quale abbiamo esaminato cos’è e perché, in realtà, sarà l’unica misura in grado di salvarci realmente in futuro a fronte di fenomeni quali l’automazione, la disoccupazione dilagante e la crescente povertà della popolazione mondiale.

Per Beppe Grillo, che racchiude questa proposta entro la cornice del Reddito di Cittadinanza, l’ammontare in Italia di questa misura economica dovrebbe corrispondere a circa 1500 euro al mese.

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Beppe Grillo nell’ultimo spettacolo a Orvieto

Facendo un rapido calcolo, elargire questo “sostegno” economico a tutti gli abitanti della penisola italiana e in maniera incondizionata costerebbe 140 miliardi.

Una cifra che farà certamente sorgere la domanda, posta per altro da uno spettatore: “E dove li troviamo questi soldi?”, domanda a cui Grillo risponde senza dubbi: “Dagli ammortizzatori sociali e dalle pensioni”.

Ma non solo.

Per supportare tale spesa si rivelerebbe utile, se non necessario, una patrimoniale sui redditi maggiori, per la precisione, specifica Grillo, “una leggera patrimoniale sui grandi patrimoni”. 

“Bisogna eliminare la povertà e non metterci delle pezze. Abbiamo bisogno – conclude – di sognare qualcosa di diverso”.

Sono diverse le nazioni europee nelle quali si sta sperimentando il reddito di base universale.

Ad Helsinki, in Finlandia, il risultato più tangibile è stato quello dell’accrescimento del benessere psicofisico dei cittadini, ma anche in Spagna questa misura, seppur in via sperimentale, ha dato risultati sorprendenti.

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In Germania, invece, l’esperimento è stato finanziato da donatori privati, come abbiamo visto in questo articolo, dove è stata analizzata l’iniziativa dell’imprenditore 36enne Michael Bohmeyer, ideatore della piattaforma ‘Mein Grundeinkommen’ (My Basic Income).

L’esperimento, iniziato nel 2020, ha la durata di tre anni: si vedranno dunque quest’anno i risultati, che emergeranno da una serie di questionari compilati nel corso di questa sperimentazione sia da chi ha percepito il reddito sia da un campione di cittadini che non l’hanno ricevuto.

Ad oggi, sono in tanti a ritenere che sia l’unica strada percorribile per far fronte a povertà e disoccupazione dilagante, persino imprenditori quali Elon Musk e Mark Zuckerberg.

E alla luce dei dati che stanno emergendo la proposta di Grillo non appare dunque così utopica come può sembrare ai più, ma per realizzarla sarebbe necessaria una totale revisione del sistema contributivo, da affiancare, eventualmente, alle proposte avanzate dal fondatore del Movimento.

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