sabato, Giugno 25, 2022
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È vero amore? Dopo mesi il gesto pubblico di Charlene e Albero non convince tutti

I ‘fan’ della casa reale lo attendevano da mesi e alla fine è arrivato: Charlène e Alberto si sono scambiati un gesto d’affetto in pubblico ma non tutti si sono detti convinti

Tra Charlène di Monaco ed il principe Alberto c’è ancora amore o le uscite pubbliche insieme sono frutto di accordi presi ‘dietro le quinte’? Se lo domandano in molti dopo il ritorno della principessa alla vita pubblica, accanto al marito in diverse occasioni nel corso delle ultime settimane. Certo è che quanto accaduto nel corso della visita di Stato in Norvegia, ha regalato ai fan della Casa reale molte emozioni proprio grazie ad un gesto di intimità atteso da molto tempo, anche se non tutti si sono detti convinti del fatto che dietro ad esso ci fosse vero affetto.

Bacio e abbraccio affettuoso
Charlene di Monaco, felice o tormentata? L’indizio che preoccupa (Fonte Twitter)

Charlène e Alberto di nuovo insieme, il gesto d’affetto

La coppia si è mostrata insieme ai figli, i gemellini Jacques e Gabriella di 7 anni durante quello che è di fatto il loro primo viaggio ufficiale da molto tempo a questa parte. La famiglia Grimaldi ha deciso di essere presente ad una mostra dedicata ad Alberto I: infatti il predecessore di Alberto II sul trono del Principato di Monaco viene ricordato per aver avviato le sue ricerche di esploratore proprio in Norvegia.

I fotografi si sono dunque subito concentrati sulla coppia reale per cogliere gesti, atteggiamenti e sguardi d’affetto tra i due e alla fine la coppia reale ha regalato un’emozione facendo qualcosa che non accadeva da moltissimi mesi. Dopo un lungo periodo di lontananza e i rumors in merito ad una crisi di coppia ormai insanabile, Alberto e Charlène si sono scambiati un fugace bacio sulle labbra seguito da un abbraccio.

Il gesto intimo di Charlène e Alberto, cosa si cela dietro al bacio?

Qualcosa che probabilmente passerebbe quasi inosservato per altre coppie reali ma che in questo caso riveste grande importanza dato che, dopo il lungo periodo trascorso in sud Africa a causa di un’infezione contratta da Charlène e al successivo ricovero in una clinica svizzera, le voci di una crisi matrimoniale con Alberto sono andate via via aumentando. Il bacio è stato per la verità molto frettoloso e la sequenza di immagini che lo immortala mostra volti a dire il vero non particolarmente rilassati e corpi contratti, elementi questi che hanno portato molte persone a dirsi poco convinte della sincerità di quel bacio parlando invece della possibilità di un ‘rito obbligato’, una sorta di dimostrazione al mondo del legame che li unisce

“Vogliamo parlare del mio divorzio, della mia casa in Svizzera? È deplorevole che certi giornali vendano falsità del genere sulla mia relazione, sulla mia vita”, aveva dichiarato la Principessa di Monaco nel corso di un intervista al giornale di Montecarlo Monaco Matin, mostrandosi infastidita per il continuo gossip sul suo conto e ribadendo che con il marito non vi sarebbe crisi alcuna. Parole che hanno messo in luce una certa irritazione ma che non sono bastate a spegnere del tutto i rumors. D’altro canto c’è chi ha ricordato che trattandosi di una coppia reale di un alto rango i gesti intimi in pubblico, per di più durante occasioni ufficiali, non devono essere ‘esagerati’.

Il gesto intimo di Charlène e Alberto, cosa si cela dietro al bacio? (Fonte Twitter)

Il look di Charlène durante il viaggio in Norvegia

In ogni caso Charlène è parsa in perfetta forma durante la visita alla corte di Oslo con re Harald V di Norvegia e con la consorte la regina Sonja indossando un tailleur maschile dai toni scuri, presenziando al vernissage della mostra “Sailing the Sea of Science, Scientist and explorer. Prince Albert Ier and the early norwegian exploration of Svalbard.”

Bonus 200 euro una tantum: ecco chi lo riceverà con lo stipendio di giugno

Alcune categorie di lavoratori riceveranno ‘in anticipo’ il bonus di 200 euro disposto dal Governo Draghi per far fronte a crisi economica ed inflazione stellare. Ovvero con lo stipendio di giugno; facciamo chiarezza

Per molti italiani i soldi in arrivo tra pochi giorni rappresenteranno una vera boccata d’ossigeno in un periodo economicamente difficile caratterizzato da difficoltà occupazionali da un lato, inflazione galoppante e prezzi dei carburanti alle stelle dall’altro. Stiamo parlando del bonus una tantum di 200 euro disposto dal Governo Draghi per venire incontro alle famiglie con un bacino economico medio-basso e aiutarle a sostenere le spese per bollette e spesa nel corso del periodo estivo.

La novità
Chi riceverà il bonus una tantum con lo stipendio di giugno (fonte pixabay)

Se ormai è noto che la maggior parte delle categorie di lavoratori dipendenti lo riceveranno con lo stipendio di luglio, l’Inps ed il ministero del lavoro hanno fornito alcuni chiarimenti in merito alle date in cui tale contributo sarà erogato, prevedendo, in alcune specifiche circostanze, che venga inserito nella retribuzione di giugno (anche se pagata a luglio).

Chi riceverà il bonus una tantum con lo stipendio di giugno

Tutte le informazioni si trovano nel messaggio 2505/2022 diffuso il 21 giugno dall’istituto di previdenza. Nel documento viene sottolineto che “il bonus deve essere erogato con la retribuzione di competenza del mese di luglio”.

Ma che potrebbero sussistere specifici casi nei quali tale agevolazione debba essere inserita nella retribuzione del mese di giugno. Facciamo chiarezza: questo potrà accadere nel caso di rapporti particolari come ad esempio il part time ciclico, che prevede cioè la prestazione nel mese di giugno ma non a luglio. In una situazione come questa il bonus verrà inserito nel cedolino di paga riferito al mese di giugno, anche nel caso in cui la retribuzione venga corrisposta a luglio, mese privo di prestazione lavorativa e di relativo cedolino di paga.

Le comunicazioni di Inps e Ministero a riguardo

In generale, facendo riferimento ad un lavoratore con normale rapporto di lavoro al quale si applica un Ccnl che non prevede che la retribuzione venga pagata in modo posticipato e che venga corrisposta dal datore di lavoro entro fine mese, l’agevolazione una tantum confluirà nella retribuzione del mese di luglio.

Anche qualora, ricorda il sole 24 ore, l’azienda vada ad accreditare le retribuzioni nei primi giorni del mese successivo a quello di competenza. Se invece il Ccnl prevede tramite una clausola apposita che il pagamento della retribuzione slitti al mese successivo (come è il caso, appunto, dei part time ciclici), lo scenario cambia e il bonus verrà ‘anticipato’ a giugno.

La novità
Chi riceverà i 200 euro una tantum, le categorie (Fonte Facebook)

Chi riceverà i 200 euro una tantum, le categorie

L’istituto di previdenza ha specificato che i 200 euro dovranno essere versati anche “laddove la retribuzione di competenza risulti azzerata in virtù di eventi tutelati (ad esempio, in ragione della sospensione del rapporto di lavoro per ammortizzatori sociali in costanza di rapporto – CIGO/CIGS, FIS o Fondi di solidarietà, CISOA – o congedi)”. Ricordiamo che tale bonus non è rivolto solo ai lavoratori dipendenti, pubblici e privati, ma anche a pensionati e titolari di trattamento Naspi, ai lavoratori autonomi e professionisti iscritti alle gestioni previdenziali obbligatorie Inps e ai percettori del reddito di cittadinanza.

Una turista americana sta rischiando di morire: i medici maltesi si rifiutano di farla abortire

Si trova tra la vita e la morte la giovane turista statunitense a Malta a cui continua ad essere negato l’aborto, malgrado il bambino che portava in grembo non abbia possibilità di sopravvivere. Andrea, però sì, ma il suo diritto alla vita non viene ascoltato. 

Andrea Prudente è una 38enne originaria di Seattle incinta di 16 settimane. Durante la sua vacanza a Malta, però, qualcosa è andato storto. La donna, qualche giorno dopo il suo arrivo sull’isola, ha cominciato ad avere perdite di sangue, sintomo di complicazioni dovute alla gravidanza. La placenta si era distaccata e il feto, ormai, non aveva più possibilità di sopravvivere. A questo punto però, oltre al dolore per la perdita del proprio bambino, Andrea entra in un limbo fatto di inutile sofferenza.

Andrea Prudente

Malta è l’unico Stato Europeo in cui l’aborto è illegale in qualsiasi circostanza, anche in caso di stupro, incesto o a seguito di problemi di salute che possono mettere a rischio tanto il feto quanto la madre. Il cuore del bambino, infatti, ancora batte e questo basta per vietare un aborto che invece potrebbe salvare al 100% Andrea.

Si trova tra la vita e la morte la giovane turista statunitense a Malta a cui continua ad essere negato l’aborto, malgrado il bambino che portava in grembo non abbia possibilità di sopravvivere. Andrea, però sì, ma il suo diritto alla vita non viene ascoltato.

La legge antiabortista maltese

Si tratta di un paradosso: pur consapevoli i medici di non poter garantire al feto della donna di sopravvivere, si sta mettendo a serio pericolo Andrea. In questo caso, c’è da chiedersi quale vita si sta proteggendo e perché. Alla donna non è rimasto più liquido amniotico, fondamentale per garantire al feto la sua stessa sopravvivenza, e fuori dall’utero il feto morirebbe ugualmente.

Aborto illegale a Malta
Fonte: Canva

La legge maltese del 1724, però, parla chiaro. Se lo staff medico dell’ospedale Mater Dei intervenisse prima che il feto sia morto, rischierebbe fino a 3 anni di carcere, così come Andrea. Non si tratta – o perlomeno non solo – di obiettori di coscienza. La turista statunitense, però, se non si interviene subito, potrebbe sviluppare un’infezione letale. Se la placenta, invece, dovesse distaccarsi del tutto, la donna rischierebbe una grave emorragia.

La legge però, si sta scontrando apertamente con le linee guida internazionali di ostetricia che prevedono, entro le prime 24 settimane di gravidanza, l’aborto, proprio per evitare infezioni anche mortali. Ma al momento Andrea ed il suo compagno, Jay Weeldreyer, non possono fare altro, se non aspettare l’aborto spontaneo. I medici di Malta hanno anche negato alla coppia il trasporto aereo verso il Regno Unito, dove l’aborto è legale, per le complicazioni di salute della donna causate da loro stessi. Insomma, un circolo vizioso cattivo e che non ascolta, ancora una volta, le esigenze addirittura vitali delle donne.

Ormai Andrea è in ospedale da una settimana ed il suo compagno non sa nemmeno come andrà finire questa triste vicenda che li vede al momento come degli ostaggi. “La bambina non può sopravvivere, e non si può fare niente per cambiare questa cosa”, ha spiegato Weeldreyer intervistato dalla BBC.

La Regina non rinuncia alla sua grande passione: i medici la avvertono ma lei se ne frega

Il Giubileo di Platino ha avuto un effetto sorprendente sulla salute di Elisabetta. La Regina, infatti, si è mostrata sana come un pesce ed in ottima salute. Dopo la spavento delle ultime settimane, la sovrana ha cavalcato, ancora una volta, il suo amato e fidato cavallo. D’altronde, una delle sua grandi passioni è proprio l’ippica e non riesce a rinunciarci per niente al mondo.

Sua Maestà ha sbalordito i medici tornando a cavalcare il suo cavallo preferito questa settimana, pochi giorni dopo la scelta di Elisabetta di andare in giro senza il suo bastone da passeggio, mentre incontrava alcuni funzionari australiani.

A cavallo
Fonte: YouTube

I medici, infatti, avevano raccomandato alla Regina nove mesi fa di smettere di cavalcare per preservare la sua salute, anche dopo i recenti problemi col Covid che avevano messo in discussione anche la sua presenza per la messa commemorativa – un anno dopo – per la morte del principe Filippo. Ma già in quell’occasione, Elisabetta aveva mostrato tutta la sua fermezza e risolutezza, confermando all’ultimo la sua partecipazione all’Abbazia di Westminster. E ora non poteva rinunciare ai cavalli, dimostrando, soprattutto ai medici, di essere ancora capace.

Insomma, il Giubileo di Platino ha avuto un effetto sorprendente sulla salute di Elisabetta. La Regina, infatti, si è mostrata sana come un pesce ed in ottima salute. Dopo la spavento delle ultime settimane, la sovrana ha cavalcato, ancora una volta, il suo amato e fidato cavallo. D’altronde, una delle sua grandi passioni è proprio l’ippica e non riesce a rinunciarci per niente al mondo.

La lunga passione di Elisabetta

Come riportato dal quotidiano inglese ‘The Sun’, una fonte vicina alla famiglia reale ha dichiarato: “La regina si è divertita a poter cavalcare di nuovo il suo cavallo. E’ un’ottima notizia, dopo le ultime preoccupazioni per la sua salute. Riuscire ancora a fare certe cose a 96 anni è piuttosto straordinario“.

Elisabetta da bambina
Fonte: YouTube

I problemi di mobilità, infatti, hanno impedito alla sovrana di essere presente ad alcuni eventi del Giubileo di platino, ma sempre la stessa fonte del Castello di Windsor ha confermato che: “La Regina si è divertita a stare di nuovo sul suo cavallo. In questi nove mesi le è mancato davvero tanto cavalcare“. Ora, invece, la monarca sfreccia tranquilla tra i boschi di Windsor.

“La regina si concede solo cavalcate brevi al mattino ed è sempre accompagnata, ma si diverte moltissimo. È un passatempo che le mancava molto”, hanno specificato però a corte. Elisabetta, infatti, è appassionata sin da quando era piccolina di equitazione.

Si dice che l’amore della Regina per i cavalli sia iniziato quando aveva solo tre anni, condiviso con sua madre. La sua prima lezione di equitazione fu su un pony Shetland, nella scuola di equitazione privata di Buckingham Palace Mews, nel lontano gennaio del 1930. Da quel momento, la sua scuderia si è riempita di tantissimi cavalli che l’hanno accompagnata in tutti questi anni.

I cavalli e i pony della regina sono infatti circa 180 e sono tenuti in varie residenze reali e scuderie da Sandringham a Balmoral. L’amore della regina per i cavalli è stato tramandato alla figlia, la principessa Anna, che è anche un’appassionata di equitazione.

Canoa in lutto: dopo 10 giorni di agonia si è spenta una giovane promessa – aveva solo 19 anni

Antonio Marino aveva appena 19 anni e se n’è andato dopo 10 giorni di coma. Il ragazzo era una giovane promessa e aveva conquistato una splendida medaglia di bronzo agli scorsi Campionati Europei under 21 di canoa polo.

Si chiamava Antonio Marino ed era uno degli atleti italiani di punta nella specialità della canoa polo. Una decina di giorni fa era stato protagonista di uno sfortunato incidente in sella al suo scooter sul lungomare di Napoli su viale Dohrn. Le sue condizioni era apparse fin da subito molto gravi. Nelle ultime ore il ragazzo è morto dopo dieci giorni di coma indotto.

Incidente promessa canoa
Un incidente in moto è stato fatale per un canoista di 19 anni a Napoli – NewNotizie

Dopo la caduta dal motorino, un ragazzo si è prontamente fermato per soccorrerlo e per provare a capire le sue condizioni. I soccorritori non hanno tardato ad arrivare, ma si è capito fin da subito che il ragazzo versava in gravissime condizioni di salute.

In ospedale – al Cardarelli di Napoli – i medici hanno tentato in tutte le maniere di salvare il giovane, operandolo per ridurre il vasto ematoma che aveva. Le ferite sono risultate, però, troppo gravi. Dopo dieci giorni di agonia e di coma indotto, il giovane si è spento, lasciando di sasso i suoi cari e tutte le persone a lui vicine.

Se ne va a 19 anni una giovane promessa della canoa polo. Ecco il ricordo del suo circolo

Antonio era una giovane promessa di questa particolare disciplina. Agli scorsi europei under 21 di canoa polo in Normandia aveva conquistato una magnifica medaglia di bronzo. Il ragazzo si allenava presso il Circolo Nautico Posillipo ed era da tutti considerato uno degli atleti di punta italiani in questa disciplina.

Antonio Marino morte
Antonio Marino, giovane promessa della canoa polo, deceduto in seguito a un incidente in scooter – NewNotizie

Il mondo della canoa italiano è in lutto. Il Circolo Nautico Posillipo ci ha tenuto a ricordare lo sfortunato ragazzo con una nota. Ecco le tristi parole: “Il Circolo Nautico Posillipo, a nome del presidente Filippo Parisio, del consiglio direttivo, dello staff tecnico, dirigenziale, e di tutti gli atleti, esprime profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia per la tragica scomparsa di Antonio Marino. Medaglia di bronzo ai campionati Europei di canoa polo a settembre, è deceduto dopo dieci giorni di coma indotto per un incidente con il motorino. Anche tutte le sezioni sportive sono vicine alla famiglia di Antonio, ai suoi compagni di squadra, ed alla sua allenatrice Francesca Ciancio in questo terribile momento”.

I funerali del ragazzo si terranno nella giornata di domani. Sono attese tantissime persone, le quali vorranno ricordare un ragazzo considerato da tutti un cuore d’oro. I genitori di Antonio, molto conosciuti e stimati nella città partenopea, hanno dato il via libera per l’espianto degli organi del loro sfortunato figlio.

Germania e Olanda tornano al carbone e tradiscono il Green Deal – cosa ne penserà Greta Thunberg?

L’Europa è tornata indietro sulla transizione ecologica. Prima è stato il turno della Germania, ora dei Paesi Bassi: due degli Stati più green ed attenti all’ambiente di sempre hanno aumentato la quantità di carbone proveniente dalle loro centrali per far fronte ai problemi legati all’invasione russa dell’Ucraina. Siamo ad uno stop forzato del “Friday for Future”?

E’ più che lecito chiedersi fino a dove si spingeranno le tensioni col Cremlino. Putin, infatti, non ha perso tempo e dopo le sanzioni da parte di Europa e Stati Uniti – malgrado lui stesso ci abbia guadagnato – ha deciso di chiudere i rubinetti del gas. Prima solo alla Polonia e alla Bulgaria, ora anche alla Germania ed all’Italia. Piano piano, tutti gli Stati membri stanno sperimentando cosa significa dover fare i conti con un costo dell’energia sempre più alto e con una penuria di risorse che spaventa.

Ritorno al carbone
Fonte: Canva

Insomma, siamo l’Occidente, il tempio del benessere. E’ impossibile quindi pensare ad una situazione così critica nel nostro mondo, dove non sappiamo davvero cosa sia convivere col freddo e la fame. Eppure, sta accadendo. In questi tempi straordinari, però, qualcosa deve essere sacrificato o lasciato indietro. La prima vera vittima allora è la transizione ecologica.

Tante energie ed investimenti da mesi vengono rosicchiati dal Green Deal e dagli obiettivi dell’agenda 2030. La stessa UE, infatti, sta fornendo armamenti e tutto il necessario agli ucraini per combattere i russi, ma tutto questo ha un costo che va a discapito dell’ambiente.

L’Europa è tornata indietro sulla transizione ecologica. Prima è stato il turno della Germania, ora dei Paesi Bassi: due degli Stati più green ed attenti all’ambiente di sempre hanno aumentato la quantità di carbone proveniente dalle loro centrali per far fronte ai problemi legati all’invasione russa dell’Ucraina. Siamo ad uno stop forzato del “Friday for Future”?

Ritorno al carbone

Ad inaugurare questo “trend”, come dicevamo, è stata la Germania che userà più carbone, in modo da essere meno dipendente dal gas russo e per farlo, riaprirà vecchie centrali a carbone. La paura di tutti gli Stati al momento è trovarsi impreparati di fronte ai tagli di Mosca.

Combustili fossili
Fonte: Canva

Insieme all’Italia la Germania è uno dei Paesi più dipendenti dalle risorse russe che ora diventano un serio pericolo. La Gazprom, infatti, aveva attuato una riduzione davvero consistente ai danni della Germania: 60 per cento in meno di quantità giornaliera di gas col gasdotto Nord Stream 1. Per quanto, però, il governo russo abbia giustificato le sue azioni parlando di alcuni problemi tecnici, a Berlino sono in molti a pensare che i tagli siano solo un modo per diminuire il peso delle sanzioni economiche.

L’Olanda, invece, ancora non è stata impattata dai tagli dell’energia, eppure la sua dipendenza dal gas russo (circa il 15%) comincia ad aggirarsi come uno spettro tra i mulini. Solo nel 2019 i Paesi Bassi avevano approvato una legge per eliminare definitivamente, entro il 2030, l’uso del carbone per la produzione di energia elettrica. Tuttavia, tutte queste restrizioni legate al carbone – si può usare solo 35% di capacità – al momento sono state revocate per far fronte alla crisi energetica in corso.

Dal movimento “Friday for future” e dalla sua paladina Greta Thunberg, però, al momento non ci sono dichiarazioni. Deve essere comunque difficile per dei giovani ragazzi pieni di sogni e speranze scontrarsi con la realtà che è fatta a volte anche di compromessi.

È parente della Regina ma in pochi la conoscono: ecco chi è la ‘Lady’ che ha fatto la storia

La famiglia reale è molto numerosa e per questo non tutti i parenti della Regina Elisabetta sono noti al pubblico. Vi è una Windsor, nipote di Elizabeth, che ha fatto qualcosa di estremamente importante per il paese

Una cameriera ed un tosatore di pecore concepirono colui che, molti anni dopo, sposerà una parente stretta della Regina Elisabetta. Ma facciamo un passo indietro: la casa reale vanta una famiglia particolarmente numerosa, una delle più numerose d’Europa considerato il fatto che oltre agli otto nipoti, Queen Elizabeth vanta altri dodici bisnipoti e tantissimi cugini.

La prima reale sposata con un maori
Lady Davina Windsor, la reale poco conosciuta ma che ha fatto la storia (Fonte Twitter)

I riflettori dei tabloid del paese sono inevitabilmente puntati sui parenti a lei più vicini, dal figlio ai nipoti, ma ci sono anche altri reali, che pur rimanendo più nell’ombra, hanno contribuito a fare la storia del Paese con gesti importanti e di grande rilievo. Tra di loro vi è una 44enne, concepita da un cugino di primo grado della Regina ovvero il duca di Gloucester, insieme a Brigida Van Deurs, nobildonna danese.

Lady Davina Windsor, la reale poco conosciuta ma che ha fatto la storia

Stiamo parlando di Lady Davina Windsor, forse una delle reali di Buckingham Palace meno conosciute anche dallo stesso popolo inglese. Il ‘legame’ familiare però era già forte fin dai primi istanti della sua nascita: venne infatti al mondo, proprio come Harry e William, nel St. Mary’s Hospital di Londra. Trascorrendo la sua infanzia, sempre come i due nipoti della regina, nelle suggestive stanze di Kensington Palace.

Lei non ha mai amato stare sotto i riflettori, lasciando che fossero i genitori ad apparire in occasione degli eventi pubblici più importanti ma, pur non rappresentando la Corona, non è mai mancata alle riunioni di famiglia dei Windsor. Lady Davina infatti era presente anche all’appuntamento più importante del Giubileo di Platino, ovvero la messa di ringraziamento tenutasi nella cattedrale di St. Paul, unica uscita pubblica del duca di Sussex Harry e delle consorte Meghan Markle nel loro viaggio nel Regno Unito per omaggiare la Regina.

La prima reale inglese ad aver sposato un maori

In pochissimi però l’hanno notata ed anche le immagini che la ritraggono sono centellinate rispetto a quelle scattate a diversi altri reali. Eppure, indagando meglio la sua vita, possiamo dire senza ombra di dubbio che abbia fatto la storia della monarchia inglese. Infatti è la prima reale che ha imparentato ‘zia’ Elisabetta con un maori, ovvero il sovracitato Gary Lewis, sposato nel 2004 quando Davina aveva 27 anni.

Le nozze in stile ‘royal wedding’ sono state celebrate nella cappella di Kensington Palace, rispettando la ‘netiquette’ reale. Anche se Elisabetta non prese parte alle nozze, intervennero la principessa Anna ed il principe Edoardo con consorte (Sophie), due dei figli della Queen. Oltre ai genitori di Davina sono intervenuti Larry, padre dello sposo e noto in Nuova Zelanda per aver vinto il campionato di tosatura delle pecore negli anni ’80. Non mancarono anche la madre di Gary, Viki Carr, ed il figlio dell’uomo avuto da una donna in gioventù.

Hanno due figli
Il divorzio dopo 14 anni di matrimonio (Fonte Twitter)

Il divorzio dopo 14 anni di matrimonio

“La mia famiglia fa parte della tribù Aitanga-a-Mahaki, la prima ad essersi insediata in questa parte della Nuova Zelanda” raccontò in tale occasione Tom Smiler, nonno della novella sposa la quale conobbe Gary a Bali nel 2000 mentre lui stava girando per il mondo a caccia di onde da ‘surfare’. Davina invece aveva deciso, poco dopo la laurea in comunicazione conseguita a Bristol, di concedersi una meritata vacanza e fu subito colpo di fulmine. La coppia ha una figlia, Senna Kowhai, nata a sei anni dalle sfarzose nozze e che vanta già un primato.

Si tratta infatti della prima persona multirazziale che fa parte della famiglia reale inglese. Il secondo figlio, Tane Mahuta, anche lui battezzato con nome maori, è nato nel 2012. Prima di scegliere di vivere a Londra i due hanno trascorso alcuni anni in Nuova Zelanda, ad Auckland. A sette anni dalla nascita del secondogenito e a 14 anni dal matrimonio, la coppia ha divorziato. La Windsor continua a mantenere un profilo basso vivendo lontana dai riflettori ma non mancando mai agli eventi legati alla casa reale.

Se ne va l’autore di uno dei più grandi musical di sempre: chi era James Rado

Un arresto cardio-respiratorio se lo è portato via. Il mondo dello spettacolo piange la scomparsa di un grande artista, colui che ha scritto uno dei più grandi successi di Broadway

La sua scomparsa è avvenuta “serenamente” ma ha gettato nello sconforto milioni di fan del suo più importante lavoro, sparsi in tutto il mondo. È morto un nome di punta del mondo dello spettacolo, deceduto “circondato dalla sua famiglia”, come annunciato nelle scorse ore. Il primo ad ufficializzare la sua morte con un annuncio è stato l’amico e pubblicista Merle Frimark e stando a quanto riportato nelle dichiarazioni rese pubbliche il decesso è avvenuto “serenamente”, lo scorso martedì sera “per arresto cardio-respiratorio”.

Era nato in California
Morto James Rado, addio all’autore di uno dei più grandi musical di sempre

La vittima è un big del mondo dei musical ovvero James Rado, colui che scrisse uno dei più grandi successi su scala globale di Broadway insieme all’amico Gerome Ragni, ovvero Hair. Qualcosa in più di un semplice spettacolo, in grado di influenzare, negli anni ’60 la controcultura hippie con il mainstream dell’”Era dell’Acquario”.

Morto James Rado, addio all’autore di uno dei più grandi musical di sempre

Un altro nome grosso che ha lavorato al musical componendo le musiche (il cui nome completo è in realtà “Hair – The American Tribal Love-Rock Musical”) è Galt MacDermot, venuto a mancare nel 2018 e così Gerome Ragni, scomparso nel 1991. Con lui Rado, deceduto all’età di 90 anni, ha scritto il libretto e tutti i testi dello storico musical.

Hair debuttò nel 1967 a Off Broadway e fu subito un successo

Il debutto di Hair avvenne nel mese di aprile del 1968 a Broadway, anticipato da un pre-debutto in occasione dell’Off Broadway del 1967 e fu subito un successo. Le canzoni proposte nel corso dello spettacolo sono divenute, nell’immaginario collettivo, delle vere e proprie hit. Basti pensare a brani come l’omonimo “Hair”, e ancora “Aquarius”, “Ain’t Got No/I Got Life”, “Good Morning Starshine”, e poi “Let The Sunshine In” ed “Easy To Be”, cantate da intere generazioni nel corso dei decenni.

Non solo librettista: la biografia di James Rado

Ma non è tutto perchè Rado, insieme a Ragni, ha recitato, nel 1968, nella produzione originale di Broadway. I due interpretarono Claude e Berger, ruoli principali nel musical. Rado infatti, oltre che librettista, era attore, compositore e regista teatrale: di nazionalità statunitense nacque a Venice, in California, il 23 gennaio del 1932.

Ha anche recitato nel musical
Hair debuttò nel 1967 a Off Broadway e fu subito un successo

I premi vinti dal musical Hair

I riscontri al loro lavoro arrivarono nell’immediato: basti pensare che Rado, Ragni e MacDermot conquistarono un Grammy Award per la migliore colonna sonora di uno spettacolo con cast originale. Guadagnandosi anche due candidature per il miglior libretto di un musical e per il miglior musical. Il successo fu tale da spingere, nel 1979, il regista Miloš Forman, a dirigerne una versione cinematografica. Insomma con la sua scomparsa se ne va l’ultimo di un trio che ha regalato emozioni a numerose generazioni di grandi e piccini.

Spopola su TikTok la ricetta della ‘Healthy Cola’ – ma è davvero salutare? Ecco come stanno le cose

Sta facendo discutere un video pubblicato sul noto social network, riguardante la preparazione di una Coca Cola maggiormente salutare. La ‘ricetta’ riguarderebbe anche altre bevande gassate. Ma è realmente più salutare dell’originale? Ecco il parere degli esperti a riguardo!

La Coca Cola è una delle bevande più bevute al mondo, nonostante non sia propriamente salutare! La bevanda – inventata dal farmacista americano John Stith Pemberton nel 1886 – inizialmente era vista come un rimedio contro i sintomi della stanchezza e di altri comuni mali. Successivamente divenne una delle bevande più conosciute e lo è ancora ai giorni nostri!

Cola sana
L’aceto balsamico per realizzare una Coca Cola più salutare. Ma è realmente così? – NewNotizie

La ricetta originale della Coca Cola è segretissima. Molti marchi hanno provato a imitarla con scarsi risultati rispetto al gusto originale. La notizia delle ultime ore sta facendo il giro del mondo e riguarda un video diventato virale su TikTok. In esso si vede la TikToker Amanda Jones presentare ai suoi followers la ricetta da lei inventata per ottenere una Coca Cola maggiormente salutare, detta Healthy Cola (‘Cola sana’). Ma sarà realmente salutare come dice?

Nel video si vede la TikToker miscelare l’aceto balsamico in un bicchiere pieno di ghiaccio insieme a dell’acqua frizzante aromatizzata. Attraverso questo procedimento sarà possibile, per la TikToker, realizzare non solo la Coca Cola. Infatti, Amanda Jones ha fatto presente che il mix con l’aceto balsamico potrà essere applicato a qualsiasi bevanda analcolica gassata per renderla maggiormente salutare.

La ragazza ha affermato nel video di essere venuta a conoscenza di questa ricetta dalla sua insegnante di pilates. Ha pensato, quindi, bene di condividerla con i suoi followers.

Una Coca Cola maggiormente salutare? Ecco che video ha realizzato una TikToker americana!

Il video ha già registrato oltre 6 milioni di visualizzazioni e proviene dagli Stati Uniti d’America. Ma questo video nel quale si vede il procedimento per realizzare tali bibite gassate ha mandato su tutte le furie l’American Dental Association. Per gli esperti, infatti, gli elementi che compongono il mix in realtà causano un logoramento dello smalto dentale.

TikTok Cola Sana
La ‘Cola sana’ realizzata dalla TikToker Amanda Jones – NewNotizie

Queste le parole a riguardo di Edmond Hewlett, uno dei dottori dell’American Dental Association: “Adoro l’aceto balsamico, ma mi piace di più sull’insalata che nel bicchiere. È molto più delicato per i denti che immergerli in una miscela di due acidi. Più è acida la bevanda, maggiore è il rischio di erosione dei denti con il consumo frequente”.

Il dottore ha continuato: “Le persone trovano rinfrescanti le bevande gassate, soprattutto in questo periodo dell’anno. Ma vanno gustate con moderazione e preferibilmente durante i pasti. Ma se si sta cercando qualcosa che sia effettivamente buono per la salute dentale, l’acqua normale o il latte sono sempre ottime opzioni”.

Le bevande acide senza zucchero, quindi, sono molto meno salutari delle normali bibite gassate. Inoltre – stando al valido parere dei dentisti – creano problemi ai denti, aumentando il rischio legato all’erosione.

Fare la spesa è più facile e conveniente: importante novità nella famosa città italiana

Con inflazione e prezzi alle stelle è importante trovare ottime offerte e sconti anche quando ci si reca a fare la spesa. In una città italiana c’è ora un’opportunità in più grazie ad una nuova apertura

Non sono tempi facili per gli italiani, costretti a cercare in tutti i modi di far tornare i conti tra prezzi dei carburanti alle stelle, inflazione fuori controllo e stipendi che non aumentano. Anche fare la spesa può diventare complicato considerato il fatto che molti generi alimentari hanno subito rincari in alcuni casi anche sostanziosi.

Aperto in un edificio storico della città
Nuovo supermercato apre a Napoli, tutte le novità per risparmiare (Fonte Facebook)

E dunque la caccia allo sconto o all’offerta del momento è ormai aperta da settimane, cercando di riempire il carrello senza svuotare il portafogli. Ecco allora che nuove aperture possono risultare molto vantaggiose da questo punto di vista dal momento che solitamente l’inaugurazione di un nuovo supermercato è accompagnata da una serie di offerte lancio riservate ai clienti.

Nuovo supermercato apre a Napoli, tutte le novità per risparmiare

Ed è quanto sta accadendo in una grande ed importante città italiana dove il 22 giugno è stato inaugurato un nuovo punto vendita con una fitta serie di buoni sconto da 5 euro su una spesa minima di 30 euro insieme a moltissimi libri regalati ai primi 2000 clienti che sono andati a fare la spesa.

Ci troviamo a Napoli dove, nell’antico palazzo monumentale ex Odeon, ha aperto il nuovo negozio firmato Sole365, catena di supermercati presente sin dal 2013 in tutta la regione Campania e che oggi conta 50 punti vendita in rete diretta ai quali si sommano i 16 affiliati ed oltre 2.800 dipendenti. Il gruppo Sole365 fa parte el gruppo Megamark, importante azienda di distribuzione del Meridione e socia del gruppo Selex.

Obiettivo, fare la spesa risparmiando tutti i giorni dell’anno

Il nuovo supermercato aperto in Piazza Pidigrotta 10/14 è la rappresentazione della filosofia aziendale ovvero offrire una fitta serie di prodotti selezionati a prezzi ridotti, tutto l’anno. Si cerca insomma di andare oltre l’offerta del momento puntando sul risparmio costante, tutti i giorni, su qualsiasi prodotto in vendita, cercando di contrastare il carovita e l’incremento dei prezzi che non pare volersi arrestare.

Insomma dal punto di vista economico, aperture come quella di Napoli sono oggi di primaria importanza per aiutare i clienti a vivere l’esperienza di spesa con meno stress e senza svenarsi. L’Amministratore Delegato Michele Apuzzo ha a tal proposito sottolineato che si tratta di un’apertura speciale, “sia per la bellezza e il valore storico del palazzo che ci ospita, ma anche perché la nostra presenza sul territorio si arricchisce di una zona nevralgica per la città di Napoli”.

Ecco dove si trova
Obiettivo, fare la spesa risparmiando tutti i giorni dell’anno

Le parole del Direttore Commerciale

Anche il direttore commerciale Antonio Apuzzo ha voluto dire la sua: “Non solo andremo incontro alle esigenze di molti nostri clienti che pur di fare la spesa da noi uscivano dal proprio quartiere, ma avremo l’occasione di far vivere a molti altri napoletani il nostro modello centrato sui reali bisogni dei consumatori, nella direzione del concreto risparmio quotidiano e della qualità di prodotti e accoglienza“.

Ucraina, i soldati russi stanno violentando ed uccidendo tutti gli omosessuali – le cose prima non andavano molto meglio

La guerra in Ucraina sembra essere arrivata ad un punto fermo. Il governo russo pare aver la meglio al momento nei territori dell’est, russificando e tenendo il controllo piano piano di tutta la regione ucraina. Ma ad avere la peggio è sempre la popolazione locale. Il piano russo contro la comunità LGBTQ+ sta raggiungendo il suo terribile apice.

I soldati russi si stanno macchiando di crimini su crimini di guerra. Dopo le dichiarazioni del patriarca ortodosso Kirill di qualche mese fa che ha descritto l’invasione dell’Ucraina come una sorta di crociata per purificare il paese dai gay, la situazione – per quanto silente – è andata peggiorando inevitabilmente. Il piano russo contro la comunità LGBTQ+ sta raggiungendo il suo terribile apice.

Crimini di guerra
Fonte: Canva

I soldati russi, infatti, stanno violentando sistematicamente gli omosessuali per la difesa della cultura cristiana contro i valori immorali dell’ideologia gay che sta corrompendo l’Occidente. La strategia del Cremlino prevede un vero e proprio piano per castrare ed uccidere tutti gli uomini gay. “Da quello che ho visto. La definirei quasi una caccia. Quello che mi è stato spiegato e che stiamo cercando di fare è destigmatizzare la paura di essere gay, di essere lesbiche, in modo che non abbiano paura di parlare alle autorità ucraine come testimoni”. Ha spiegato l’ufficiale ucraino della Difesa territoriale della città di Sumy, Peg Leg, al LGBTQ Nation

A questa sconvolgente verità si è arrivati tramite le testimonianze dirette di uomini vittime di violenza sessuale da parte dell’esercito russo. “Sappiamo dal lavoro sul campo che i russi trovano l’omosessualità assolutamente ripugnante e contro le leggi della natura”, ha sottolineato Peg Leg, alludendo sempre al discorso del Patriarca Kirill. Tuttavia, la discriminazione della comunità LGBTQ+ non proviene solo da un unico “fronte”.

Non combattere a costo della propria identità

Sempre qualche mese fa – quando la guerra era un affare fresco e faceva più notizia – fece scalpore la decisione del governo ucraino di respingere al confine centinaia di donne transgender per combattere contro i russi, a prescindere dal percorso di transizione, magari intrapreso e completato tantissimi anni fa.

Donne trans respinte al confine
Fonte: Canva

A causa della legge marziale, a tutti i cittadini ucraini maschi in grado di combattere era stato proibito di lasciare il paese. Anche se si tratta di donne transgender con regolare certificato che attesti il cambio di sesso. Una violenza e violazione, questa, contro ogni sensibilizzazione e ragion d’essere della stessa guerra.

Come riportato dal Guardian, Judis, una donna transgender, ha raccontato la sua terribile esperienza al confine russo. “Le guardie ti spogliano e ti toccano ovunque. Puoi vedere suoi loro volti che si stanno chiedendo “cosa sei?” come se fossi una specie di animale o qualcosa del genere”. Ma prima della guerra, le condizioni della comunità LGBTQ+ erano già precarie.

Solo nel 2015, infatti, il parlamento ucraino ha varato una legge antidiscriminazione in base al proprio orientamento sessuale o identità di genere nei luoghi di lavoro. Legge questa essenziale per poter garantire all’Unione Europea i requisiti minimi di ammissione in futuro. Eppure, solo un anno dopo, il governo si è dissociato dalla Convenzione di Istanbul contro l’odio. Si trattava di una legge studiata per tutelare tutta la comunità, ma i riferimenti all’orientamento sessuale e al sesso per molti legislatori ucraini erano contro i valori fondamentali cristiani.

Se ne va una leggenda del football americano (ed attore) – ecco chi è stato Tony Siragusa

E’ morta la leggenda della NFL e del cinema Tony Siragusa. Non sono ancora chiare le cause della sua morte, ma c’è già chi sta speculando. Ma come stanno davvero le cose?

A 55 anni se n’è andato Tony Siragusa, ex giocatore di football ed attore americano molto apprezzato e stimato negli States. La sua morte, però, ha creato scalpore sui social media. Non sono ancora, infatti, chiare le cause della sua morte, proprio per questo, i suoi fan sono ansiosi di conoscere la verità. Ma qualcuno si è spinto anche oltre con la leggenda della NFL, definendo abbastanza strana la sua dipartita mentre dormiva.

Morto Tony SIragusa

Tra tutte le speculazioni che stanno circolando e prendendo piede in queste ultime ore, due al momento sembrano essere quelle più “accreditate”. In molti, infatti, sono convinti – tra fan e colleghi – che Tony Siragusa sia morto a causa della sua obesità. Un improvviso infarto, dovuto al sovrappeso, avrebbe fatto sì che il suo cuore smettesse di battere. Ma non solo. C’è anche chi ha abbracciato tesi complottiste: il vaccino contro il COVID-19 avrebbe causato un infarto, facendo morire nel sonno l’ex giocatore di football.

Tuttavia, i cari e le persone vicine a Siragusa hanno smontato qualsiasi polemica.”La famiglia Siragusa chiede a tutti di rispettare la propria privacy in questo momento difficile”, ha dichiarato la squadra dei Baltimore Ravens, che ha vinto il Super Bowl nel 2001, dove ha giocato il 55enne.  “The Goose”, il soprannome di Siragusa, è stato ricordato sui social anche dai più importanti giocatori di football americano che non hanno di certo dimenticato la leggenda della NFL.

La carriera di Tony Siragusa

La carriera alla National Football League di Tony Siragusa inizia come defensive tackle nel 1990 per gli Indianapolis Colts. In 12 stagioni da giocatore, 7 le ha passate con la prima squadra, tra alti e bassi. Uno dei punti più critici è avvenuto nel 1995, quando ha perso con l’Indiana l’AFC Championship. Proprio per questo ed alcuni alterchi con la dirigenza, Siragusa ha lasciato l’Indianapolis Colts per andare ai Baltimore Ravens.

Morto a 55 anni
Fonte: Instagram @goose9898

Con i Ravens vivrà un momento d’oro, diventando una delle figure centrali ed importanti della squadra. All’inizio degli anni 2000 insieme a loro creerà una delle difese più forti di sempre, tanto da vincere il primo Super Bowl in assoluto della storia di Baltimora. Dopo il grandissimo momento di splendore, Siragusa decide di ritirarsi nel 2001. Così, l’ormai ex giocatore, avvia la sua carriera in tv.

Ha cominciato come opinionista ed analista sportivo per la Fox News, commentando le prestazioni sportive della NFL. Ma non solo. Dopo lo sport, ha avviato anche la sua carriera cinematografica, cimentandosi come attore per serie tv e film. Una delle più famose ed amate serie tv dal pubblico in cui Siragusa ha recitato è stata “I Soprano“.

In quell’occasione, l’ex giocatore ha recitato come guardia del corpo del protagonista del compianto Tony Soprano. Ma l’ex giocatore si è preso anche soddisfazione al cinema, prendendo parte al film “La Venticinquesima Ora“, diretto dal grandissimo regista Spike Lee ed interpretato dall’attore Edward Norton.

Bollette fuori controllo – la drastica decisione di un comune per “risparmiare energia”

L’hanno definita una “scelta obbligata”, la decisione di chiudere gli uffici comunali. E tutto a causa delle bollette alle stelle: è questa la strada intrapresa da un comune italiano

Non è stata una decisione facile e presa a cuor leggero, quella alla quale si è arrivati in un comune italiano avviando una sorta di piano di risparmio energetico per far fronte all’aumento incontrollato delle bollette dell’energia elettrica e del gas. Accade nel cuore della Sardegna, nell’area sud occidentale dell’isola, dove l’amministrazione del paesino di Fluminimaggiore, nemmeno 3000 abitanti, ha deciso di chiudere gli uffici.

Unico modo per risparmiare qualcosa
Il sindaco ha deciso di chiudere gli uffici in alcune giornate (Fonte https://www.facebook.com/search/top?q=fluminimaggiore)

Lo ha comunicato il primo cittadino, come si legge su Il Fatto Quotidiano, emanando un’ordinanza che prevede di non aprirli in determinate date, oltre ad una limitazione dei rientri pomeridiani.

Uffici comunali chiusi in alcuni giorni, l’ordinanza del sindaco

Questo per far fronte a dei costi che stanno provocando un terremoto nel bilancio comunale, come spiegato dallo stesso sindaco Marco Corrias, giornalista professionista e primo cittadino da quattro anni: “Rispetto alla spesa prevista siamo, quest’anno, fuori di circa 100mila euro e lo Stato ce ne rimborsa meno di 20”, ha spiegato a proposito dell’ordinanza aggiungendo che si tratta di “una cifra di sbilancio enorme per un paese povero come il nostro, a cui dobbiamo far fronte come si fa in una qualsiasi famiglia: si risparmia, eliminando l’aria condizionata il più possibile, spegnendo le luci durante il giorno negli uffici e chiudendo l’attività in certe date”.

Insomma la bolletta della luce lo ha convinto, anche a fronte di un rimborso parziale ed insufficiente delle spese, a predisporre l’interruzione delle attività nei giorni successivi a quelli festivi. Una prima chiusura è già stata attuata il 3 giugno, ed una seconda il martedì 14 (giorno successivo alla festa patronale di Sant’Antonio), per proseguire con martedì 16 agosto. La seconda parte dell’ordinanza prevede una limitazione, per i mesi di giugno, luglio e agosto, dei rientri pomeridiani: anche in questo caso una prima chiusura è già stata attuata nel pomeriggio del 21 giugno e seguiranno ulteriori chiusure il 12 luglio ed il 9 agosto.

Non è l'unico comune in questa situazione
Situazione difficile, le parole del sindaco (Fonte https://www.facebook.com/search/top?q=fluminimaggiore)

Situazione difficile, le parole del primo cittadino

Come detto sopra i costi dell’energia elettrica e, dunque l’incremento abnorme delle bollette degli edifici comunali ma anche dell’illuminazione pubblica hanno reso la decisione una strada obbligata in un paese molto noto per vari progetti come quello dell’happy villagge, che mira a creare usando le seconde case una residenza per anziani, per i murales ma anche per le bellezze naturalistiche e per la storia raccontata attraverso i reperti archeologici dell’area.

Quanto sta accadendo in questo piccolo comune sardo indica come il problema non sia sentito soltanto dalle famiglie italiane (che hanno dovuto usare il riscaldamento con estrema attenzione nel corso del periodo invernale) e dalle imprese, molte delle quali si sono trovate nella situazione di dover fermare impianti e produzione.

Corrias ha spiegato che questo non accade solo nel paese da lui amministrato: “Il dilemma tra tagliare i servizi o vedersi tagliare la corrente perché non si è in grado di pagare le bollette sta diventando molto diffuso tra le amministrazioni che non hanno altre risorse da parte per sopperire a simili emergenze”. Il fotovoltaico è presente nel comune (e sui tetti delle scuole) ma non basta: “Ci vorrebbero – ha concluso il primo cittadino – nuove risorse, che lo Stato dovrebbe mettere a disposizione per un vero piano di trasformazione energetica”. Nell’attesa non resta altro da fare che “tagliare alcuni servizi”.

 

Il dramma dell’anoressia a soli 11 anni: la storia di una farfalla fragile e vulnerabile

Da più di dieci giorni una coppia di genitori ferraresi è disperata. Non si trovano in ospedale posti letto per la figlia di 11 anni malata di anoressia. Si tratta ormai di una corsa contro il tempo, ma la disavventura che ha colpito questa famiglia non è l’unica. E’ una piaga silente ma presente. 

Quando si parla di disturbi alimentari, anoressia ed obesità la disinformazione e la semplificazione sono così allarmanti e pericolose da far davvero paura. A farne le spese, però, è chi poi combatte e convive con questi problemi senza poter far davvero qualcosa nel concreto per poter aggiustare il tiro.

30 chili

Insomma, in un paese come il nostro che fa fatica a portare avanti la sanità pubblica, non stupisce nemmeno più di tanto la mancanza degli strumenti adeguati, a cominciare dalla sensibilizzazione sul tema e della giusta cura e manutenzione dei centri specializzati. Ma non solo.

Da più di dieci giorni una coppia di genitori ferraresi è disperata. Non si trovano in ospedale posti letto per la figlia di 11 anni malata di anoressia. Si tratta ormai di una corsa contro il tempo, ma la disavventura che ha colpito questa famiglia non è l’unica. E’ una piaga silente ma presente. Ma faccia un passo indietro e cerchiamo di capirne qualcosa in più.

Vita a rischio

“Sono vicino a questi genitori, da giorni, col padre, stiamo interessando altri territori, ma purtroppo i posti, anche al Sant’Orsola di Bologna, non sono disponibili e sembra di capire che i casi siano superiori alla capacità di risposta che il sistema sanitario, nel suo complesso, esprime. Chiediamo con urgenza, appellandoci ai centri di tutto il Paese, di sostenere questa famiglia e di aiutare questa bambina, con la consapevolezza che il fattore tempo è e sarà fondamentale”. Queste sono le parole del sindaco di Ferrara, Alan Fabbri.

A rishcio la vgita

Il primo cittadino, infatti, si è attivato subito a seguito del racconto di un padre disperato. La sua bambina di soli 11 anni rischia la vita per anoressia. Sono solo 30 chili per un metro e cinquanta di altezza, una farfalla fragile e vulnerabile. Per mantenersi stabile, l’undicenne da dieci giorni è alimentata con un sondino naso-gastrico e rimane idratata per via endovenosa. Ma non ci sono posti letto per lei.

Sia nella provincia di Ferrara che in tutta l’Emilia-Romagna è difficile, nonché impossibile,  trovare posti disponibili in centri specializzati. Il padre quindi ha lanciato un appello a livello nazionale affinché qualcuno possa prendere in cura la sua bambina che rischia di morire. “Abbiamo visto medici con le lacrime agli occhi”, ha detto il padre come riportato da ‘Il Resto del Carlino’, raccontando che ora la piccola si trova in pediatria all’ospedale di Cona.

“Siamo qui, giorno e notte, a fianco della nostra bambina, sperando che possa essere inserita in un percorso specifico, in centri specializzati, ma ancora la notizia non è arrivata, nonostante la ricerca costante”. Ma purtroppo non sono i soli. Sempre nell’articolo si legge, infatti, che: “Dopo la segnalazione della nostra situazione, altri genitori ci hanno contattato, raccontandoci storie analoghe. Sembra una pandemia“.

85enne ha un figlio con la moglie 35enne: “Non lo vedrò crescere ma mi sto godendo ogni istante”

Alberto Cormillot, 83 anni, ha un figlio di nove mesi con la moglie Estefania Pasquini e dice di essere attivamente coinvolto nella crescita del loro giovane figlio nonostante la sua età

Un uomo di 83 anni che ha avuto un bambino con la moglie di 35 anni ha raccontato dei preziosi ricordi che sta creando con il loro bambino nel tempo che gli è rimasto. Alberto Cormillot è un esperto di nutrizione argentino e ha raccontato che lui e la moglie Estefania Pasquini hanno iniziato a pianificare il futuro del figlio non appena hanno saputo che stava arrivando. Il dottor Cormillot ha affermato di aver persino assunto un tutor privato di lingua cinese per il figlio che oggi ha 9 mesi.

Concepito con 35enne
“La vita non è infinita ma mi sto godendo ogni giorno al massimo” (Fonte Instagram)

Alberto voleva infatti che imparasse il cinese che ritiene sia la “lingua del futuro”. Estefania, nutrizionista, è rimasta incinta del bambino dopo il trattamento per la fertilità. Sebbene ad Alberto sia stato diagnosticato un cancro al colon nel 2012 tutte le tracce del tumore gli sono state rimosse chirurgicamente e, nonostante la sua età, ha detto di voler essere attivamente coinvolto nella crescita del suo nuovo figlio.

“La vita non è infinita ma mi sto godendo ogni giorno al massimo”

Cormillot ha già due figlio adulti, Renee e Adrian e tre nipoti. La sua prima moglie, Monia Arborgast, è morta nel 2017. Oltre a fare in modo che impari il cinese, sta anche insegnando al neonato a suonare l’organo e ha pubblicato un video di se stesso con il giovanissmo alla tastiera. Ha aggiunto che stava costantemente pensando a come preparare al meglio suo figlio per il futuro mentre è ancora vivo e sano. “Sono consapevole che la vita non è infinita. Quel piccoletto è qui e lo accompagnerò fino a un certo momento”, ha detto.

“Fino a quando ciò non accadrà, ho intenzione di godermi ogni giorno al massimo e fare piani più a breve termine, il che significa che mi godrò ogni giorno il più pienamente possibile. Lo sto incoraggiando a gattonare, per esempio.” Il dottor Cormillot ha detto che gli piaceva insegnare ai ragazzi le canzoni da quando era bambino, poiché pianificava sempre come sfruttare al meglio il loro tempo insieme.

Si vuole godere ogni giorno al massimo
“Registro video e audio su Whatsapp, potrà ascoltarli quando non ci sarò più” (Fonte Dottor Cormillot)

“Registro video e audio su Whatsapp, potrà ascoltarli quando non ci sarò più”

Il dottore vuole godersi il tempo insieme e lasciare a suo figlio ricordi quando lui stesso non sarà più fisicamente in grado di accompagnarlo. E lascia costantemente messaggi da far scoprire a suo figlio in futuro. Ha detto: “Registro vari audio che crescendo potrà ascoltare”. Anche se ha solo 9 mesi gli ha infatti acquistato una Sim perchè abbia un numero di telefono con Whatsapp sul quale registra file audio e video. “Non drammatizzo eccessivamente le cose, registro solo la realtà della vita, la quotidianità”.

Parlando dell’insegnante di cinese ha aggiunto: “Emilio ha una persone che due volte alla settimana gli parla, canta e suona per lui in cinese. Dato che è la lingua del futuro voglio che si abitui a sentirla già da piccolo e così sarà più facile per lui impararla da grande”. Spiegando che ascoltare il tutor lo aiuta ad abituarsi al suono della lingua. “Non so se parlerà in cinese in futuro, ma se dovesse studiarlo lo imparerà più in fretta”. Il dottor Cormillot ha scritto più di cento articoli scientifici presentati a conferenze e riviste internazionali e ha scritto più di 50 libri principalmente sull’educazione sanitaria.

 

La Principessa Eugenia non sopporta Kate Middleton? Nuovi clamorosi retroscena

Da tempo si parla del possibile astio tra Eugenie (e Beatrice) di York e la moglie del principe William ma qual è la verità? Ecco tutti gli indizi di una crescente distanza tra le due

Nei giorni immediatamente successivi alla settimana dedicata al Giubileo di Platino, i tabloid inglesi hanno iniziato ad ipotizzare quali possano essere i rapporti tra due figure femminili di punta della Casa Reale. Non stiamo parlando della Regina Elisabetta nè tantomeno di Camilla, bensì della moglie del principe Willia, Kate Middleton ed Eugenie di York.

I motivi dei rapporti difficili
Kate Middleton ed Eugenie di York, quali sono i loro rapporti? (Fonte Twitter)

Per la verità sono anni che i giornali scandalistici britannici parlano dei loro presunti rapporti ipotizzano che vi sia dell’astio tra le due. In particolare sarebbe la figlia di Sarah Ferguson a non sopportare la Duchessa di Cambridge ed un ‘gesto’ di pochi giorni fa avrebbe fatto riesplodere il gossip a riguardo.

Kate Middleton ed Eugenie di York, quali sono i loro rapporti?

Il gesto sarebbe stato molto probabilmente frutto di una semplice svista ma non tutti li escludono: pochi giorni dopo le celebrazioni per il Platinum Jubilee, dedicato al 70 anni di regno della Regina Elisabetta, Eugenie di York ha infatti pubblicato una carrellata di istantanee dei festeggiamenti su Instagram.

Ed in una di queste foto, nella quale sono stati immortalati i membri della Royal Family sul balcone di Buckingham Palace, Kate manca poichè è stata ‘tagliata’ dallo scatto; in prima battuta c’è chi ha subito pensato che Eugenie possa averlo fatto volutamente, ipotesi che va a cozzare con le difficoltà legate al ridimensionamento degli scatti orizzontali sul noto social network (Infatti oltre a Kate anche Camilla è stata tagliata). Ma, c’è chi è convinto che Eugenie non la sopporti perchè le immagini orizzontali possono essere postate e lo spazio sopra e sotto la foto viene riempito da uno sfondo in tinta unita in modo automatico.

Eugenie non sopporta Kate? La verità

In ogni caso tanto è bastato a scatenare il dibattito e riaccendere il gossip in merito a quale possa essere la situazione tra le due. Stando a quanto riportato su Express i rapporti gelidi non riguarderebbero solo Eugenie ma anche Beatrice e ci sarebbe una precisa ragione. Le due, secondo il tabloid, si sarebbero sempre sentite oscurate da Kate Middleton. In passato inoltre William era molto legato alla due cugine ma dopo il matrimonio con la futura regina si sarebbe progressivamente allontanato da loro.

E di questi ‘problemi’ di famiglia se ne parla da molto tempo dal momento che facendo un salto indietro al 2016, si leggeva sul Daily Mail, parole della giornalista Catherine Ostler, che vi era una “relazione piuttosto fredda” tra le sorelle York e la Middleton. E che la prova di questo era da ricercarsi nella “reciproca indifferenza” che non passava certamente inosservata durante le occasioni pubbliche. Eugenie in seguito si è molto avvicinata a Meghan Markle, i cui rapporti con William e con Kate sono ormai molto difficili. Anche in questo caso la prova dei fatti sta in quanto accaduto pochi giorni fa, quando i Duchi di Cambridge si sono praticamente ignorati nel corso delle intere celebrazioni del Giubileo di Platino ed in particolare durante la messa di ringraziamento a St.Paul.

Anche la sorella di Eugenie non sarebbe in buoni rapporti con Kate
Eugenie non sopporta Kate? La verità

Eugenie di York ha scelto da che parte stare

Ma non è tutto perchè Eugenie di York che vive a Frogmore Cottage (la casa londinese di Harry e Meghan) insieme al marito Jack Brooksbank e al primogenito August è stata l’unica a volare a Los Angeles per incontrare i duchi di Sussex. Andando insieme al cugino ad assistere al Super Bowl 2022, e finendo così su dozzine di giornali inglesi.

Insomma Eugenie avrebbe scelto da quale parte stare, incurante dell’intervista rilasciata da Harry e Meghan ad Oprah nella quale hanno attaccato a più riprese la royal family; senza alcun imbarazzo ha anche deciso, appunto, di mostrarlo al mondo. Data la situazione, i rapporti con Kate e con il cugino William potranno essere recuperati?

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